Superstizioni italiane: cosa vogliono dire e cosa fare

Il sale che cade, il gatto che attraversa, il cappello posato dove non doveva. Le superstizioni italiane sono i gesti che fai senza pensarci e che tua nonna faceva prima di te, con le stesse mani. Qui trovi cosa vogliono dire, quali portano sfortuna e quali fortuna, come cambiano tra Nord e Sud, e il rimedio per ognuna: sedici pagine, una per ogni cosa che in casa non si fa.

Tutte le pagine

Il sale sulla soglia, il rimedio di tutte

Quando Con la luna calante, la sera, dopo qualunque cosa sia andata storta in casa: uno specchio rotto, l'olio versato, un uccello entrato dal camino. Il lunedì, giorno della Luna, è il giorno migliore.

Occorrente
  • un pugno di sale grosso
  • un bicchiere d'acqua
  • una scopa
Come si fa
  1. Spazza la casa dalle stanze verso la porta d'ingresso, senza fermarti sulla soglia.
  2. Sciogli tre pizzichi di sale nell'acqua girando con il dito in senso antiorario.
  3. Versa l'acqua sulla soglia, dall'interno verso l'esterno, e spargi il sale grosso in una riga sottile.
  4. Chiudi la porta senza voltarti e non uscire fino al mattino.

Il mattino dopo spazza il sale verso la strada. Quello che era entrato è uscito, e la casa è di nuovo tua.

Cos'è una superstizione nella vita di casa

Una superstizione è una regola di casa che nessuno ha scritto e tutti rispettano. Non si mette il cappello sul letto, non si apre l'ombrello dentro, non si passa il sale di mano in mano: lo sai da prima di sapere perché. Ogni superstizione italiana ha tre parti, e in queste pagine le trovi tutte e tre. La prima è il significato: cosa vuol dire quel gesto, quale avviso porta, a chi lo porta. La seconda è l'origine: Roma, il Medioevo, i campi, le miniere, i marinai, e quasi sempre una ragione pratica che si è fatta regola. La terza è il rimedio: il pizzico sopra la spalla, la moneta in cambio, i tre passi indietro, il sale sulla soglia. Le superstizioni non sono paure: sono modi di tenere la casa in ordine, con gesti piccoli che chiudono le cose prima che si aprano. Chi le conosce vive più tranquillo, non più spaventato.

Le superstizioni che portano sfortuna

Il gatto nero che attraversa la strada taglia il tuo cammino per un giorno. Lo specchio rotto porta sette anni, che si accorciano seppellendo i pezzi. Il sale rovesciato porta un litigio, l'olio versato una perdita. Passare sotto una scala rompe il triangolo, aprire l'ombrello in casa offende il tetto. Il venerdì 17 è il giorno in cui non si comincia niente, e il 13 a tavola è la sola volta in cui il 13 fa paura in Italia. Il cappello sul letto è il segno del capezzale, le scarpe sul tavolo il corredo dei morti, il pane capovolto il pane del boia. Il quadro che cade è un avviso della casa, l'uccello che entra un messaggero. Le forbici regalate tagliano l'amicizia se non c'è una moneta in cambio. A Capodanno la lista delle cose da non fare è lunga quanto quella delle cose da fare, e al matrimonio l'abito ha regole sue.

Le superstizioni che portano fortuna

Non sono tutte avvisi: molte superstizioni italiane portano fortuna, e conviene conoscerle. Il gatto nero che entra in casa da solo la protegge. Il 13 è il numero di Sant'Antonio e delle tredici lune, e il tredici d'oro si porta al collo. Il vino versato porta allegria, e ci si bagna il dito per passarlo dietro le orecchie. La sposa bagnata dalla pioggia è una sposa fortunata. La rondine che fa il nido sotto il tetto tiene la casa abitata, e il pettirosso che entra è un caro che ti pensa. Il cornetto, il ferro di cavallo con le punte in su, la moneta in tasca a mezzanotte, il rosso addosso a Capodanno, pane e sale per la casa nuova: sono i portafortuna, e hanno la loro sezione. Quello che porta fortuna si accoglie, quello che porta sfortuna si rimedia, e in tutti e due i casi la casa ti dice cosa fare.

Nord e Sud: la stessa regola, gesti diversi

Le superstizioni sono le stesse da Bolzano a Palermo, ma il gesto cambia. Nel Sud c'è sempre il sale: negli angoli contro il malocchio, nella fascia del neonato, sull'olio versato, sotto il materasso dopo uno specchio rotto. Nel Sud la casa è piena di visite, e il quadro che cade di notte, la civetta sul tetto, l'uccello che entra il giorno di un anniversario sono qualcuno che torna a salutare, e gli si accende un lume. Il cornetto sta al collo e il segno della croce chiude ogni rimedio. Nel Nord la regola è più asciutta: si seppelliscono i pezzi, si scuotono le coperte, si tocca legno, e la sfortuna dura fino alla luna nuova, non sette anni. Nel Nord il 13 è un ciondolo d'oro e il quadro che cade è un trasloco in arrivo. In ogni pagina trovi tutte e due le versioni, così fai il gesto di casa tua.

Come si rimedia, in generale

I rimedi delle superstizioni italiane sono pochi, e si ripetono. Il sale: sopra la spalla sinistra dopo il sale rovesciato, sull'olio versato, sul punto dove si è rotto lo specchio, sulla soglia la sera prima di venerdì 17. La moneta: in cambio delle forbici, dei coltelli, delle scarpe, dell'ombrello, e nella scarpa nuova la notte prima. Il ferro: si tocca dopo il gatto nero e ogni volta che si nomina il 17, e si porta addosso come cornetto o come chiave. Il passo indietro: tre passi dopo il gatto, il passo a ritroso sotto la scala. Il gesto annullato: l'ombrello riaperto sotto il cielo, il pane rigirato e baciato, le coperte scosse fuori dalla finestra. E la luna: si seppellisce e si butta con la calante, si compra e si comincia con la crescente, si compie con la piena, si prova il malocchio con la nuova.

Il calendario delle superstizioni

Alcune superstizioni hanno un giorno. Il venerdì 17, che nel 2027 cade il 17 settembre e il 17 dicembre, si prepara la sera prima con il sale sulla soglia. Il Capodanno ha le sue dodici ore di regole, dalle lenticchie a mezzanotte al bucato che non si fa il primo gennaio. Il 13 giugno è Sant'Antonio e il 13 dicembre Santa Lucia, i giorni in cui il 13 porta più fortuna. Il 17 novembre è la giornata del gatto nero. E poi c'è la luna, che dà il giorno a tutto il resto: la calante per togliere, la crescente per portare, la piena per compiere, la nuova per cominciare. Il calendario lunare del sito ti dice ogni giorno in che fase sei, e ogni pagina di questa sezione ti dice con quale luna fare il suo gesto. Le superstizioni, alla fine, sono un modo di vivere nel tempo giusto.

Le domande che fanno tutti

Cosa sono le superstizioni e cosa vogliono dire?

Sono le regole non scritte della casa: gesti da fare e da non fare che portano fortuna o sfortuna. Ogni superstizione ha un significato, cioè l'avviso che porta, un'origine, che è quasi sempre Roma, il Medioevo o una ragione pratica dei campi, e un rimedio. In queste pagine trovi tutte e tre le parti per sedici superstizioni italiane, dal gatto nero al pane capovolto, con le varianti del Nord e del Sud.

Quali sono le superstizioni che portano sfortuna?

Il gatto nero che attraversa la strada, lo specchio rotto, il sale rovesciato e l'olio versato, passare sotto una scala, aprire l'ombrello in casa, il venerdì 17, i tredici a tavola, il cappello sul letto, le scarpe sul tavolo, il pane capovolto, il quadro che cade, l'uccello che entra dal camino, le forbici e i coltelli regalati senza moneta. Ognuna ha la sua pagina con il rimedio.

Quali sono le superstizioni che portano fortuna?

Il gatto nero che entra in casa, il numero 13, il vino e l'acqua versati, la pioggia sulla sposa, la rondine che fa il nido, il pettirosso che entra, il coltello che cade e annuncia una visita, il pane che si spacca in forno. E i portafortuna veri: il cornetto, il ferro di cavallo con le punte in su, la moneta in tasca a mezzanotte, il rosso a Capodanno, pane e sale per la casa nuova.

Le superstizioni cambiano tra Nord e Sud?

La regola è la stessa, il gesto cambia. Nel Sud c'è sempre il sale e il segno della croce, e le cose che succedono in casa di notte sono visite di chi non c'è più. Nel Nord si seppelliscono i pezzi, si scuotono le coperte, si tocca legno, e la sfortuna dura fino alla luna nuova. Il 13 nel Nord è un ciondolo d'oro, nel Sud un santo. In ogni pagina trovi le due versioni.

Come si rimedia a una superstizione?

Con pochi gesti che si ripetono: il sale sopra la spalla o sulla soglia, la moneta in cambio di ciò che taglia o cammina, il ferro e il legno da toccare, i tre passi indietro, il gesto annullato come l'ombrello riaperto sotto il cielo o il pane rigirato e baciato. E con la luna giusta: si butta e si seppellisce con la calante, si compra e si comincia con la crescente. Il rimedio si fa subito, dove è successo, e non se ne parla più.