Ombrello aperto in casa: perché porta sfortuna e cosa fare

Sei entrato bagnato, hai aperto l'ombrello in corridoio per farlo asciugare e qualcuno da dentro casa ha gridato di chiuderlo. Aveva ragione, e aveva anche il rimedio. Qui trovi cosa vuol dire un ombrello aperto sotto un tetto, da dove viene la regola, come si fa asciugare un ombrello senza offendere la casa, e cosa fare se ormai l'hai aperto.

Il ricongiungimento con il cielo

Quando Subito dopo aver chiuso l'ombrello aperto per sbaglio in casa, con qualunque tempo e qualunque luna.

Occorrente
  • l'ombrello
  • un balcone, un cortile o la porta di casa
Come si fa
  1. Chiudi l'ombrello senza fretta e senza scuoterlo dentro casa.
  2. Portalo fuori, sotto il cielo aperto: sul balcone, in cortile, sulla soglia con la porta aperta.
  3. Aprilo lì, girandolo tre volte in senso orario sopra la testa.
  4. Chiudilo e rientra tenendolo con la punta verso il basso.

Lascialo asciugare chiuso e appeso vicino alla porta, con la punta verso terra, e non riaprirlo in casa per nessuna ragione.

Cosa vuol dire aprire l'ombrello in casa

L'ombrello ti ripara dal cielo. Aprirlo dove il cielo non arriva, sotto un tetto, vuol dire chiedere un riparo che non ti serve, e la casa lo prende come un'offesa: come se il suo tetto non bastasse. Da qui la sfortuna, che ha una forma precisa: l'ombrello aperto in casa porta la pioggia dentro, cioè le lacrime, e nelle case di una volta le lacrime avevano un solo motivo. Oggi la lettura è più larga: un litigio, una brutta notizia che entra dalla porta, una visita che non vuoi. Conta dove lo apri. In corridoio o all'ingresso è una distrazione e si rimedia in un minuto. In camera da letto è peggio, perché l'ombrello sul letto o sopra il letto copre chi ci dorme. In cucina, vicino al fuoco, la casa lo sopporta meno di tutto. Un ombrello che si apre da solo, per una molla, non conta: la casa lo sa.

Da dove viene: l'Egitto, il parasole e le stecche di ferro

Il primo ombrello era un parasole, e in Egitto lo portavano solo i nobili e i sacerdoti: era il segno del sole sopra la testa di chi contava. Aprirlo all'ombra, dove il sole non arrivava, era offendere il dio del sole, che ti vedeva rifiutare la sua luce. Da lì la regola scende in Grecia e a Roma, dove le matrone si facevano portare l'umbella dalle serve, sempre e solo all'aperto. Poi, nell'Ottocento, arriva l'ombrello con le stecche di ferro: si apre di scatto, e nelle case strette di Londra e di Milano un ombrello che si apre dentro rompe il vaso, spegne la lampada a olio e finisce negli occhi dei bambini. Le madri hanno smesso di spiegare e hanno detto che porta sfortuna, che è più veloce. La radice sacra e la radice pratica si sono unite, e da allora nessuno apre l'ombrello sotto un tetto.

Cosa fare se hai aperto l'ombrello in casa

Chiudilo subito, senza scuoterlo. Poi portalo fuori, sotto il cielo aperto, e aprilo lì: sul balcone, in cortile, o sulla soglia con la porta spalancata. Aprirlo dove doveva essere aperto restituisce al cielo il gesto che gli avevi tolto, e la casa lo dimentica. Girarlo tre volte sopra la testa in senso orario chiude il rimedio. Rientra con la punta verso il basso e appendilo chiuso vicino alla porta. Se non hai un balcone, apri la finestra e tienilo fuori con il braccio per un momento: basta che il cielo lo veda. Tocca ferro, o tocca la punta stessa dell'ombrello, che di ferro è fatta. Se lo hai aperto sopra un letto, scuoti le coperte fuori dalla finestra la sera stessa. Se lo hai aperto per gioco, un bambino, non serve niente: si spiega la regola e si chiude l'ombrello.

Nord e Sud: l'ombrello sul letto, sul tavolo e alla porta

Nel Sud l'ombrello ha regole come il cappello. In Campania l'ombrello sul letto porta una notte agitata e un litigio, e si toglie con la mano sinistra. In Sicilia l'ombrello non si regala senza una moneta in cambio, perché chi ti regala il riparo dalla pioggia ti regala anche la pioggia. In Puglia l'ombrello dimenticato in una casa vuol dire che tornerai: si tiene vicino alla porta finché il padrone non passa a riprenderlo. Nel Nord, in Liguria e in Veneto, dove piove per settimane, la regola si è ammorbidita: l'ombrello si fa asciugare aperto nell'androne o sotto il portico, che è casa ma non è dentro casa, e in cucina si tollera aperto a metà solo se la porta resta aperta. Dappertutto vale una cosa: l'ombrello aperto lasciato a terra, con il manico in su, chiama una visita che non vuoi, e si raddrizza subito.

L'ombrello, la pioggia e il giorno giusto

L'ombrello è un oggetto del cielo, e il cielo ha i suoi giorni. Un ombrello rotto non si tiene in casa: si butta con la luna calante, che porta via, e mai con la crescente, che lo farebbe tornare in altra forma. L'ombrello nuovo si apre la prima volta all'aperto, sotto la pioggia se possibile, e la prima pioggia lo battezza. L'ombrello nero, in molte case del Sud, si tiene solo per i giorni di lutto e non si usa il resto dell'anno. La pioggia con il sole, quella che bagna mentre il cielo è chiaro, non si ripara con l'ombrello: nelle campagne è il momento in cui il diavolo e la moglie litigano, e si lascia passare senza aprire niente. Un ombrello dimenticato aperto sul balcone la notte di luna piena si riempie di luna, e il giorno dopo si chiude con un colpo secco prima di rientrare.

Le domande che fanno tutti

Aprire l'ombrello in casa porta sfortuna anche se è solo per un attimo?

Un attimo all'ingresso, chiuso subito, pesa poco e si rimedia portandolo fuori e aprendolo sotto il cielo. Pesa di più l'ombrello lasciato aperto ad asciugare per ore, e ancora di più quello aperto in camera da letto o sopra il letto. La regola conta il tempo e il posto: più resta aperto sotto il tetto, più la casa se lo prende.

Come faccio ad asciugare l'ombrello senza aprirlo in casa?

Chiuso e appeso vicino alla porta, con la punta verso terra, sopra uno straccio. Asciuga più lentamente ma asciuga. Se hai un balcone, un androne o un portico, lì lo puoi aprire: sono casa ma non sono dentro casa, e la regola non li conta. In Liguria e in Veneto si fa così da sempre. In bagno, con la finestra aperta e la porta chiusa, si tollera aperto a metà.

Vale anche in ufficio, in negozio o in un bar?

Vale meno, perché non è la tua casa e il tetto non è il tuo. In negozio l'ombrello aperto dà fastidio a chi lavora più che alla fortuna. In ufficio la regola vale per la tua scrivania: non si apre sopra le carte e sopra chi ci lavora. Il rimedio è lo stesso e più semplice: lo chiudi, lo porti fuori un momento e lo riapri sotto il cielo.

Regalare un ombrello porta sfortuna?

Nel Sud sì, se chi lo riceve non dà una moneta in cambio: chi regala il riparo dalla pioggia regala anche la pioggia. La moneta trasforma il regalo in un acquisto e la pioggia resta a chi l'ha comprata. Un centesimo basta. Nel Nord la regola è meno sentita, ma l'ombrello regalato si apre la prima volta all'aperto, mai in casa di chi lo ha ricevuto.

Cosa vuol dire l'ombrello sul letto?

L'ombrello sul letto copre chi ci dorme e gli porta una notte agitata e un litigio il giorno dopo. Si toglie con la mano sinistra, si scuotono le coperte fuori dalla finestra e si appende l'ombrello vicino alla porta. Sul letto non stanno l'ombrello, il cappello, le scarpe e la borsa: ognuno ha la sua pagina, e per il cappello la regola è la più severa.

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