Superstizioni sull'abito da sposa e sul matrimonio
L'abito è appeso dietro la porta, coperto dal telo, e nessuno in casa lo ha visto tutto insieme, nemmeno tu. È così che deve essere. Il matrimonio è il giorno in cui la tradizione entra in ogni gesto, dal nastro blu alla scarpa, e ogni famiglia ha le sue regole. Qui le trovi tutte: cosa fare con l'abito, cosa portare addosso, cosa non fare quel giorno e da dove viene ogni usanza.
Il nastro blu cucito la mattina
Quando La mattina del matrimonio, con la luna che c'è: la crescente porta, la piena compie. L'ultimo punto dell'abito si dà sempre quel giorno, mai prima.
Occorrente
un nastro di seta blu lungo una spanna
ago e filo bianco
una moneta piccola
Come si fa
Chiedi a una donna sposata da tanti anni, la madre o la nonna, di dare il punto al posto tuo.
Il nastro si cuce all'interno dell'orlo, dove nessuno lo vede, con sette punti.
Nell'ultimo punto si ferma anche la moneta, dentro una piega dell'orlo.
Chi ha cucito chiude con un nodo e ti bacia sulla fronte.
Il nastro resta nell'abito per sempre. La moneta si toglie la sera e si tiene nel cassetto della casa nuova.
L'abito da sposa non si vede prima
Lo sposo non vede l'abito fino a quando la sposa entra in chiesa o in sala, e non lo vede nemmeno in foto: chi lo mostra prima mostra la fine prima dell'inizio. Ma la regola più antica riguarda la sposa stessa: non si prova mai l'abito completo prima del giorno, con il velo, le scarpe e i gioielli insieme. Ogni prova si fa con un pezzo mancante, e l'ultimo punto dell'orlo si dà la mattina delle nozze, da una donna sposata. La sposa non cuce il proprio abito, perché ogni punto dato da lei è una lacrima che verrà. Non ci si guarda allo specchio con l'abito completo la sera prima, e in molte famiglie del Sud lo specchio della camera si copre. Non si presta l'abito, non si compra un abito che ha già fatto un matrimonio, e dopo la festa non si regala: si conserva, e si ricama una volta per la figlia.
Qualcosa di vecchio, di nuovo, di prestato, di blu
La filastrocca è inglese, dell'Ottocento, ma in Italia è entrata in ogni casa e ha preso forme sue. Qualcosa di vecchio è il legame con la famiglia da cui vieni: un gioiello della nonna, un fazzoletto ricamato, la stessa forcina che ha usato tua madre. Qualcosa di nuovo è la vita che comincia, e di solito è l'abito stesso o le scarpe. Qualcosa di prestato viene da una donna felicemente sposata e ti porta un pezzo della sua fortuna: si restituisce il giorno dopo, mai lo stesso giorno. Qualcosa di blu è la fedeltà, il colore del manto della Madonna, e in Italia è quasi sempre la giarrettiera o un nastro cucito nell'orlo, dove nessuno lo vede. La filastrocca inglese chiude con una moneta d'argento nella scarpa, e nel Sud la moneta si mette davvero: nella scarpa sinistra, e la sposa la sente per tutto il giorno.
Da dove viene: il velo, il bianco e la soglia
Il bianco è recente: lo sceglie la regina Vittoria nel 1840, e prima le spose italiane si sposavano nel vestito migliore che avevano, spesso scuro. Il velo invece è antichissimo: a Roma la sposa portava il flammeum, un velo color fiamma, e serviva a nasconderla dagli sguardi invidiosi e dagli spiriti che il giorno delle nozze girano intorno a chi è felice. Per lo stesso motivo le damigelle si vestivano come la sposa: per confondere chi voleva farle del male. Il riso lanciato all'uscita viene dai Romani, che lanciavano grano, ed è abbondanza per la casa nuova. La sposa portata in braccio oltre la soglia è un uso romano anche quello: la soglia è il posto dove stanno gli spiriti della casa, e la sposa non deve inciampare entrando per la prima volta. Il bouquet lanciato salva l'abito: una volta gli invitati ne strappavano un pezzo per portarsi via la fortuna.
Cosa fare e cosa non fare il giorno del matrimonio
Le perle non si portano: sono lacrime, e la sposa che le indossa piange nel matrimonio. Nel Sud la sposa non porta oro addosso finché non riceve la fede, e gli orecchini d'oro si mettono dopo la cerimonia. Se piove è fortuna, sposa bagnata sposa fortunata: la pioggia lava e l'acqua è abbondanza, e l'ombrello si tiene chiuso il più possibile. Uno strappo piccolo nel velo porta fortuna, uno nell'abito no. La sposa esce dalla casa dei genitori e non rientra per nessuna ragione, nemmeno per un oggetto dimenticato: lo porta qualcun altro. Gli sposi entrano in chiesa con il piede destro. Non ci si sposa di venerdì né di martedì, di Venere e di Marte non ci si sposa né si parte, e non ci si sposa a maggio, il mese di Maria, né in Avvento e Quaresima nelle famiglie più attente. Il sabato è il giorno, e la luna crescente il momento.
Nord e Sud: la serenata, il vaso rotto, il nastro alla porta
Nel Sud la sera prima c'è la serenata: lo sposo con gli amici e i musicisti sotto la finestra della sposa, che si affaccia solo alla fine e non scende. La mattina la sposa si veste in casa dei genitori con le donne di famiglia, e il padre la accompagna alla porta. In Puglia all'uscita della sposa si rompe un vaso o un piatto: i cocci sono gli anni felici, e più sono meglio è. I confetti si danno in numero dispari, cinque, perché il dispari non si divide. Nel Nord la regola è il nastro: in Veneto e in Lombardia gli amici tendono un nastro bianco davanti alla casa o alla chiesa, e gli sposi lo tagliano insieme per aprire la strada. In Alto Adige gli sposi segano insieme un tronco con una sega a due mani, e come segano così vivranno.
Le domande che fanno tutti
Perché lo sposo non deve vedere l'abito prima del matrimonio?
Perché l'abito è la sposa del giorno delle nozze, e chi la vede prima vede la fine prima dell'inizio. La regola nasce dai matrimoni combinati, quando lo sposo non doveva avere il tempo di ripensarci, e resta perché il primo sguardo in chiesa è il momento del matrimonio. Vale anche per le foto: si mostrano dopo. Se lo ha visto per sbaglio, la sposa cambia un dettaglio, un fiore o un nastro.
Cosa deve avere addosso la sposa per portare fortuna?
Qualcosa di vecchio, che viene dalla tua famiglia. Qualcosa di nuovo, di solito l'abito. Qualcosa di prestato da una donna felicemente sposata, da restituire il giorno dopo. Qualcosa di blu, la giarrettiera o un nastro cucito nell'orlo. Nel Sud si aggiunge una moneta nella scarpa sinistra e un cornetto nascosto nel bouquet. Niente perle, e l'oro solo dopo la fede.
Se piove il giorno del matrimonio porta fortuna o sfortuna?
Fortuna: sposa bagnata sposa fortunata, e lo trovi da Bolzano a Palermo. La pioggia lava il giorno e l'acqua è abbondanza per la casa nuova. L'ombrello si apre il meno possibile e mai sopra la sposa in chiesa. Qualche goccia sul velo si lascia asciugare da sola. Il vento invece, nel Sud, porta parole: se soffia forte all'uscita, gli sposi si tengono per mano fino alla macchina.
Ci si può sposare di venerdì o a maggio?
Il venerdì e il martedì no: di Venere e di Marte non ci si sposa né si parte, e venerdì 17 meno che mai. Maggio è il mese di Maria e nelle famiglie cattoliche non si sposa nessuno, e i Romani già evitavano maggio per le feste dei morti. Il sabato è il giorno, giugno e settembre i mesi, la luna crescente il momento. Se la data è obbligata, la sposa cuce qualcosa di ferro nell'orlo.
Le perle portano sfortuna alla sposa?
Sì: le perle sono lacrime, e la sposa che le porta il giorno delle nozze piange nel matrimonio. La regola vale per la collana e gli orecchini, non per le perline ricamate sull'abito, che non sono perle. Se le perle sono un regalo di famiglia a cui tieni, si indossano il giorno dopo, alla prima uscita da sposata, e da lì in poi portano fortuna.