Ferro di cavallo portafortuna: il verso e dove appenderlo
Il ferro di cavallo è il portafortuna delle porte: sta sulla soglia, inchiodato, e da lì lavora per tutta la casa. È anche quello su cui si litiga di più, perché le punte in su e le punte in giù hanno ognuna la propria scuola, e nessuna delle due ha torto. Qui trovi il verso, il posto, chi te lo deve dare e come si tiene vivo.
Appendere il ferro sulla porta
Quando Un martedì di luna crescente, di giorno, con la luce
Occorrente
il ferro di cavallo
un chiodo di ferro
un martello
una ciotola d'acqua con sale grosso
un panno pulito
Come si fa
Lava il ferro nell'acqua e sale, strofinando dove serve, poi asciugalo col panno.
Tienilo in mano davanti alla porta e digli a voce, con parole tue, cosa deve tenere fuori e cosa deve far entrare.
Decidi il verso, in su per trattenere o in giù per versare, e non cambiarlo più.
Inchiodalo con il chiodo di ferro sopra lo stipite o sul lato destro entrando.
Entra in casa passando sotto il ferro, e chiudi la porta dietro di te.
L'acqua salata si butta fuori dalla porta, non nel lavandino. Il panno si lava a parte. Dal giorno dopo il ferro non si tocca più se non per spolverarlo.
Cosa protegge il ferro di cavallo e da cosa
Il ferro di cavallo tiene lontano quello che vuole entrare senza permesso: il malocchio, l'invidia di chi passa e guarda, la parola cattiva lasciata sulla porta, lo spirito che gira di notte nelle campagne. Lavora con due forze insieme. La prima è il ferro, il metallo di Marte, che respinge: nelle case di una volta il ferro stava sotto il letto dei bambini, nella culla, sulla soglia, ovunque ci fosse qualcosa da difendere. La seconda è la forma a mezzaluna, che raccoglie e trattiene: il ferro è una coppa aperta, e quello che ci cade dentro non esce più. A questo si aggiungono i sette fori dei chiodi, e il sette è numero pieno. Sulla porta di casa, il ferro protegge chi vive dentro e chiama del buono su chi entra. Sulla porta della stalla, dove è nato, proteggeva le bestie e il raccolto.
Da dove viene: fabbri, cavalli e san Dunstano
Il ferro di cavallo nasce dove c'erano i cavalli e i fabbri, cioè in tutta l'Europa contadina dal Medioevo in poi. In Italia lo trovi appeso soprattutto nel centro e nel nord, in Toscana, in Emilia, nelle valli piemontesi e venete, dovunque la stalla stava attaccata alla casa. Un ferro perso da un cavallo di passaggio era una cosa preziosa: metallo buono, già lavorato, e chi lo trovava aveva avuto un dono dalla strada. Da qui la regola che il ferro trovato vale più di quello comprato. Dall'Inghilterra arriva la storia di san Dunstano, fabbro prima che vescovo, che ferrò il diavolo in persona e lo lasciò andare solo quando promise di non entrare mai in una casa con un ferro sulla porta. Nelle campagne nostre non serviva il santo: bastava il fabbro, che lavorava col fuoco e col ferro e sapeva cose che gli altri non sapevano.
Il verso: punte in su o punte in giù, le due scuole
Sul verso del ferro di cavallo ci sono due scuole, e conviene conoscerle tutte e due prima di prendere il martello. La prima lo vuole con le punte in su, a forma di U: il ferro è una coppa e la fortuna che ci cade dentro resta lì, non scivola via. È la scuola dei marinai e delle case del nord, ed è quella che senti più spesso oltre confine. La seconda lo vuole con le punte in giù, sopra la porta: la fortuna scende come da un secchio su chiunque passi sotto, e il ferro fa da arco protettivo sull'ingresso. È la scuola più diffusa nel centro e nel sud, e a Napoli il gobbetto lo porta così. Nessuna delle due ha torto: in su trattiene, in giù versa. Scegli in base a cosa vuoi, e una volta scelto non girarlo più: un ferro che cambia verso ha cambiato idea.
Dove appenderlo
Il posto del ferro di cavallo è la soglia, e la soglia migliore è quella della porta d'ingresso principale, all'esterno o subito all'interno, sopra lo stipite o sul lato destro entrando. Va messo dove lo vede chi entra, non nascosto: il suo lavoro è anche farsi vedere, perché l'occhio cattivo si ferma sull'oggetto e non arriva alla persona. In casa se ne mette uno solo sulla porta principale; un secondo può stare sulla porta del garage o del laboratorio, dove si lavora, o in cucina sopra la cappa nelle case di campagna. Non si appende in camera da letto, che è stanza di riposo e non di difesa, e non si appende in bagno. Si fissa con un chiodo di ferro, non con un adesivo o un filo: il ferro vuole il ferro. Sulla parete della stalla, del negozio o dell'officina, resta il ferro di lavoro di sempre.
Chi lo deve regalare o trovare
Il ferro di cavallo più forte è quello che trovi: per strada, in un campo, in una vecchia stalla, portato via dal suo cavallo e messo dal caso sulla tua strada. Va raccolto con la mano destra, senza fretta, e portato a casa senza posarlo a terra nel tragitto. Il secondo per forza è quello usato davvero, che un maniscalco o una persona che vive coi cavalli ti regala: ha già camminato, ha già portato peso, sa il suo mestiere. Il ferro nuovo comprato in ferramenta lavora, ma va caricato con più cura e ha bisogno di più tempo. La regola del dono vale come per gli altri portafortuna: chi te lo dà deve volerti bene e deve dirtelo, anche in due parole, mentre te lo passa. Regalare un ferro di cavallo a chi cambia casa, a chi apre un'attività, a chi si sposa, è uno dei doni più antichi che abbiamo.
Come si carica e gli errori che lo spengono
Un ferro nuovo, o uno che è rimasto a lungo in un cassetto, si carica prima di appenderlo. Il giorno giusto è un martedì, il giorno di Marte, il pianeta del ferro, con la luna crescente. Lo lavi con acqua e sale grosso, lo asciughi con un panno che poi non usi più per altro, lo tieni in mano un momento dicendogli a voce cosa deve fare per la tua casa, poi lo inchiodi. Gli errori che lo spengono sono pochi e precisi: girarlo di verso dopo averlo appeso; staccarlo e riattaccarlo senza motivo; lasciarlo arrugginire fino a sfaldarsi, perché la ruggine leggera va bene ma il ferro che si sbriciola ha finito; usarlo come gancio per le chiavi o le giacche; regalarlo via dopo che ha lavorato per te. Se il ferro cade da solo dalla porta, non si rimette: ha preso un colpo al posto tuo, si ringrazia e si sotterra in giardino o sotto un albero.
Le domande che fanno tutti
Il ferro di cavallo va con le punte in su o in giù?
Tutte e due le scuole hanno ragione, e scegli in base a cosa vuoi. Punte in su, a U: il ferro è una coppa e trattiene la fortuna in casa. Punte in giù, sopra la porta: la fortuna scende su chi passa sotto e il ferro fa da arco di protezione. Il centro e il sud d'Italia lo mettono più spesso in giù, il nord e i marinai in su. Una volta scelto, non si gira più.
Dove si appende il ferro di cavallo in casa?
Sulla porta d'ingresso principale, sopra lo stipite o sul lato destro entrando, dove lo vede chi entra. Fuori o subito dentro, con un chiodo di ferro. Un secondo ferro può stare sulla porta del garage, dell'officina o del negozio, o in cucina nelle case di campagna. Non in camera da letto e non in bagno, che non sono stanze di difesa.
Il ferro di cavallo si può comprare o deve essere regalato?
Si può comprare, ma il ferro trovato per strada vale di più, e quello usato davvero, regalato da chi vive con i cavalli, viene subito dopo. Il ferro nuovo di ferramenta lavora se lo carichi con cura: acqua e sale, un martedì di luna crescente, e una parola detta a voce prima di inchiodarlo. Regalato a chi cambia casa o apre un'attività, è uno dei doni più antichi.
Cosa fare se il ferro di cavallo cade dalla porta?
Non si rimette. Un ferro che cade da solo ha preso un colpo al posto della casa e ha finito il suo lavoro: si raccoglie con la mano destra, si ringrazia, e si sotterra in giardino o sotto un albero. Se è caduto perché il chiodo ha ceduto, si può rimettere lo stesso ferro con un chiodo nuovo, dopo averlo lavato con acqua e sale.
Quanti fori deve avere il ferro di cavallo?
Sette, e i sette fori dei chiodi sono una delle ragioni per cui il ferro porta fortuna: il sette è il numero pieno, i giorni della settimana, i colli di Roma. I ferri veri ne hanno sei, sette o otto a seconda della misura, e tutti lavorano. Se puoi scegliere, prendi il sette; se hai trovato un ferro con sei fori, tienilo: il caso ha già scelto per te.