Cappello sul letto: perché porta sfortuna e cosa fare
L'ospite entra, si toglie il cappello e lo posa sul letto come se fosse una sedia. Tua nonna lo avrebbe tolto prima ancora che lui si voltasse. Il cappello sul letto è la superstizione più severa della casa, e ha una storia precisa. Qui trovi cosa vuol dire, da dove viene, cosa fare subito e cosa altro non si posa sul letto.
Le coperte alla finestra
Quando Subito dopo aver tolto il cappello dal letto, prima di sera. Con qualunque luna: se è calante il gesto basta da solo, se è crescente si aggiunge il sale.
Occorrente
le coperte del letto
una finestra
un pizzico di sale grosso
Come si fa
Togli il cappello dal letto con la mano sinistra e appendilo, o posalo su una sedia con la tesa in giù.
Tira via le coperte e scuotile fuori dalla finestra tre volte.
Passa la mano destra sul materasso tre volte, dalla testa ai piedi.
Con la luna crescente, metti un pizzico di sale grosso sotto il cuscino e toglilo il mattino dopo.
Rifai il letto da capo. Il cappello non torna in quella stanza per il resto del giorno.
Cosa vuol dire un cappello sul letto
Il cappello sul letto porta un lutto in casa, e nessuna superstizione italiana lo dice con così poche parole. Il letto è il posto dove si dorme e dove si nasce, il cappello è quello che si mette per uscire e per andare lontano: metterli insieme è una partenza da cui non si torna. Per questo il gesto si corregge senza dire niente, con la stessa prontezza con cui si toglie una mano dal fuoco. Conta chi lo posa: un ospite che non sa fa meno danno di chi vive in casa. Conta il letto: sul letto di un bambino il cappello pesa più di tutto, e sul letto matrimoniale tocca tutti e due. Conta il verso: il cappello posato a rovescio, con la cupola in giù e il buco aperto verso il soffitto, è il peggiore perché è un cappello che aspetta una testa. Il cappello appeso alla testiera, invece, non conta: non tocca il letto, lo guarda.
Da dove viene: il prete, il medico e il capezzale
Nell'Ottocento, quando in una casa qualcuno stava per morire, arrivavano due uomini con il cappello: il medico e il prete. Entravano nella camera, avevano le mani occupate dalla borsa o dall'olio santo, e posavano il cappello sull'unico piano libero, il letto stesso, ai piedi del malato. Chi vedeva un cappello sul letto sapeva cosa stava succedendo in quella stanza. Da lì il cappello sul letto è diventato il segno del capezzale, e chi lo posa senza motivo chiama il capezzale in casa. C'è anche una ragione da lavandaia: i cappelli portavano i pidocchi, e il letto era l'ultimo posto dove si volevano. In America i cowboy hanno la stessa regola, per gli stessi due motivi, e la portano con loro fino a oggi. In Italia la regola è più ferma nel Sud e nelle campagne, dove il prete con il cappello lo hanno visto entrare in casa fino a ieri.
Cosa fare se qualcuno posa il cappello sul letto
Toglilo subito, con la mano sinistra, che è quella che prende via, e appendilo o posalo su una sedia con la tesa verso il basso. Non rimproverare chi lo ha posato: il rimprovero tiene il gesto in casa, il silenzio lo manda via. Poi le coperte: si tirano via e si scuotono fuori dalla finestra tre volte, e si passa la mano sul materasso dalla testa ai piedi. Nelle case del Sud si aggiunge un pizzico di sale grosso sotto il cuscino, da togliere il mattino dopo. In Piemonte si gira il cappello tre volte in senso antiorario prima di appenderlo, per svitare quello che aveva preso. Tocca ferro, o tocca la spilla del cappello se ne ha una. Se il cappello era il tuo e lo hai posato tu per distrazione, il rimedio è lo stesso, e in più quel cappello non si porta il giorno dopo: resta appeso un giorno intero prima di uscire di nuovo.
Nord e Sud: cappello, letto e tavola
Nel Sud il cappello ha tre regole: non sul letto, non sul tavolo, non in testa dentro casa. Sul tavolo il cappello porta un litigio, perché la tavola è del pane e il cappello è della strada. In testa dentro casa è una mancanza di rispetto alla casa stessa, e a Napoli il padrone di casa lo fa notare. In Sicilia il cappello di chi non c'è più non si indossa per un anno, e poi si può. Nel Nord, in Piemonte e in Lombardia, il cappello sul letto è il cappello del prete, e la regola è la stessa ma senza il sale: si scuotono le coperte e basta. In Veneto il cappello si posa sul letto solo il giorno del trasloco, quando il letto non è ancora stato dormito, e porta fortuna alla casa nuova. Dovunque, un cappello regalato si paga con una moneta.
Le altre cose che sul letto non stanno
Il letto non è una sedia, e ogni cosa che ci si posa sopra porta qualcosa con sé. Le scarpe sul letto sono peggio delle scarpe sul tavolo, perché la suola ha toccato la terra e la porta dove dormi. La borsa sul letto fa uscire i soldi: si posa a terra o su una sedia, mai sul letto e mai sul tavolo. L'ombrello sul letto porta una notte agitata e ha la sua pagina. Le forbici sul letto tagliano il sonno, e le forbici aperte sul letto tagliano quello che ci si fa. Il letto si rifà appena alzati, perché un letto disfatto di giorno tiene la notte dentro casa, e non si rifà in tre: chi rifà il letto in tre fa entrare la terza persona nel letto. Un cappello sul letto è solo il più severo di questa lista.
Le domande che fanno tutti
Il cappello sul letto porta sfortuna anche se ce lo lascio un attimo?
Un attimo pesa poco, ma il gesto si corregge lo stesso: si toglie con la mano sinistra e si scuotono le coperte. Pesa di più il cappello dimenticato sul letto per ore, quello posato a rovescio con la cupola in giù, e quello sul letto di un bambino. La regola non conta i minuti: conta che il cappello sia stato tolto e che il letto sia stato scosso prima di sera.
Vale anche per il berretto, il cappellino da baseball, il cappuccio?
Vale per tutto quello che si mette in testa per uscire: berretto, cappellino, cuffia di lana, casco. Il cappello di paglia e quello da sole valgono meno, perché sono cappelli dell'aperto e non del capezzale. Il cappuccio di una felpa non conta: non si toglie e non si posa. Il velo e il foulard sono un'altra storia, e sul letto ci possono stare.
Cosa fare se ho posato il cappello sul letto?
Toglilo con la mano sinistra e appendilo, o posalo su una sedia con la tesa in giù. Scuoti le coperte fuori dalla finestra tre volte, passa la mano sul materasso dalla testa ai piedi e rifai il letto. Con la luna crescente aggiungi un pizzico di sale grosso sotto il cuscino, da togliere al mattino. Quel cappello resta appeso un giorno intero prima di tornare in testa.
Perché il cappello sul letto è legato alla morte?
Perché nell'Ottocento il medico e il prete, entrando nella camera di chi stava per morire, posavano il cappello ai piedi del letto, sull'unico piano libero. Chi vedeva un cappello sul letto sapeva cosa succedeva in quella stanza. Il cappello sul letto è rimasto il segno del capezzale, e chi lo posa senza motivo lo chiama in casa. Nel Sud e nelle campagne la regola è più ferma perché quella scena l'hanno vista fino a ieri.
E il cappello sulla sedia o sul tavolo?
Sulla sedia va bene, con la tesa verso il basso, ed è il posto giusto insieme all'attaccapanni. Sul tavolo no: nel Sud il cappello sul tavolo porta un litigio, perché la tavola è del pane e il cappello è della strada. Si toglie e si passa un panno sul punto dove stava. In testa dentro casa, a Napoli, il padrone di casa lo fa notare, e ha ragione lui.