Superstizioni di Capodanno: cosa fare, cosa non fare, cosa portare

A mezzanotte del 31 dicembre hai dodici secondi per fare tutto: le lenticchie in bocca, la moneta in tasca, il rosso addosso, la finestra aperta per far uscire il vecchio. Il primo dell'anno è il giorno in cui la casa decide che anno sarà. Qui trovi cosa non fare, cosa fare, cosa portare e da dove vengono le usanze che ogni famiglia italiana ripete senza doverle spiegare.

La moneta e la soglia di mezzanotte

Quando La notte del 31 dicembre, negli ultimi minuti del vecchio anno e nei primi del nuovo. La luna che trovi la sera stessa te la dice il calendario lunare.

Occorrente
  • una moneta
  • una scopa
  • un bicchiere d'acqua
  • una finestra da aprire
Come si fa
  1. Prima di mezzanotte spazza la casa dall'interno verso la porta, e ferma la scopa sulla soglia senza buttare fuori niente.
  2. Alle undici e mezza metti la moneta nella tasca destra, e non toglierla fino al mattino.
  3. Allo scoccare della mezzanotte apri la finestra per un minuto: il vecchio esce, il nuovo entra.
  4. Bevi un sorso d'acqua dal bicchiere e versa il resto fuori dalla finestra: è l'ultima cosa del vecchio anno.

Il primo gennaio non si spazza e non si butta niente fuori di casa: quello che è entrato a mezzanotte resta.

Cosa non fare a Capodanno

Il primo dell'anno la casa è un vaso appena riempito, e tutto quello che esce dalla porta se ne va per dodici mesi. Per questo il primo gennaio non si presta niente, nemmeno un uovo: quello che esce non torna. Non si buttano i rifiuti fuori di casa, in Sicilia si tiene il sacco dentro fino al 2. Non si spazza verso la porta, perché spazzi via la fortuna appena entrata. Non si lava il bucato: nel Sud chi lava il primo dell'anno lava via qualcuno di famiglia, e le lavatrici restano ferme. Non si piange e non si litiga, perché il primo giorno dà il tono a tutti gli altri. Non si rompe niente, e se qualcosa si rompe da solo si raccoglie senza commentare. Non si mangia il pollo, che raspa all'indietro, né l'aragosta, che cammina a ritroso: l'anno deve andare avanti. E in casa si entra con il piede destro.

Cosa fare e cosa mangiare: lenticchie, uva, melograno

Le lenticchie si mangiano a mezzanotte, non a cena: un cucchiaio a testa mentre suonano le campane. Hanno la forma delle monete, e chi le mangia chiama l'abbondanza per l'anno che comincia. Con le lenticchie il cotechino o lo zampone, che sono grasso, e il grasso è abbondanza anche lui. Poi l'uva: dodici chicchi allo scoccare dei dodici rintocchi, uno per mese, e in Piemonte chi mangia l'uva a Capodanno conta i quattrini tutto l'anno. Il melograno si apre sulla tavola a Roma e in Romagna: i chicchi rossi sono i giorni pieni dell'anno nuovo, e un chicco si tiene in tasca. Si beve, e si brinda guardando negli occhi ognuno dei commensali, senza incrociare le braccia con i bicchieri. A mezzanotte si bacia chi si ama, e il primo bacio dell'anno tiene l'amore per dodici mesi. Sotto il vischio, meglio ancora.

Cosa portare a Capodanno: il rosso, la moneta e il cornetto

Il rosso si porta addosso, e si porta sotto: l'intimo rosso la notte di Capodanno è la regola più rispettata d'Italia, e deve essere nuovo, regalato e buttato il giorno dopo. Il rosso è il colore del sangue e del fuoco, e tiene lontano quello che gira la notte tra un anno e l'altro. Poi la moneta: una moneta in tasca a mezzanotte, meglio se d'argento o almeno dorata, e non la si spende fino all'Epifania. Il cornetto al collo o in tasca, il ferro di cavallo appeso alla porta con le punte in su, un rametto di vischio sopra l'ingresso. Le spighe di grano in un vaso sulla tavola, per l'abbondanza. E qualcosa di nuovo addosso: un capo mai messo, perché l'anno cominci con una cosa che non ha ancora storia. Chi arriva in casa d'altri porta pane, sale e una moneta, e non arriva a mani vuote.

Da dove viene: Giano, le strenne e i botti

Gennaio è il mese di Giano, il dio con due facce, una che guarda l'anno passato e una che guarda quello che viene. I Romani il primo giorno del suo mese si scambiavano rami d'alloro e fichi secchi, le strenae, dal nome della dea Strenia: le strenne di oggi vengono da lì, e da lì anche l'idea che quello che ricevi il primo giorno ti accompagna tutto l'anno. Il primo gennaio come inizio dell'anno lo fissa Giulio Cesare nel 46 avanti Cristo, ma in Italia per secoli ogni città ha avuto il suo capodanno: a Venezia il primo marzo, a Firenze il 25 marzo, a Pisa lo stesso giorno ma un anno avanti. I botti di mezzanotte sono il rumore che caccia gli spiriti dell'anno vecchio, come le campane e i piatti battuti. E la finestra aperta a mezzanotte serve allo stesso scopo: il vecchio deve avere una via d'uscita, altrimenti resta.

Nord e Sud: i cocci di Napoli, il Vecchione, il primo che entra

A Napoli a mezzanotte si buttavano dalla finestra le cose vecchie, piatti, pentole, sedie, per far posto al nuovo: oggi si buttano i cocci in cortile e non in strada, ma il gesto è lo stesso, rompere quello che è finito. In Puglia e in Calabria conta chi entra per primo in casa dopo mezzanotte: nelle famiglie contadine si aspettava un uomo con un ramo verde o del pane, e le donne uscivano per prime solo se portavano una moneta. A Bologna in piazza Maggiore brucia il Vecchione, un fantoccio alto come una casa, e con lui brucia l'anno. In Sardegna la mattina del primo gennaio i bambini vanno di porta in porta a chiedere dolci e frutta secca, e dare è obbligo. In Sicilia il primo del anno si mangia e basta: si sta in casa, non si esce prima di mezzogiorno, e i rifiuti si tengono dentro fino al giorno dopo.

La luna di Capodanno e il primo giorno

L'anno nuovo comincia con la luna che trova. Quest'anno la luna piena di dicembre cade il 24, la notte della Vigilia, e il primo gennaio 2027 arriva con la luna che cala. Una luna calante a Capodanno è una luna per chiudere: la notte del 31 si butta, si rompe, si scioglie il sale sulla soglia, si lascia andare quello che non si vuole portare nell'anno nuovo. Le cose nuove si cominciano nei giorni dopo, quando la luna torna a crescere. Un Capodanno con la luna crescente, negli altri anni, è al contrario un giorno per cominciare: si fanno i propositi e si scrivono su un foglio che si tiene in tasca. Il primo gennaio, con qualunque luna, non si dorme fino a tardi: chi dorme la mattina del primo dell'anno dorme tutto l'anno. E quello che fai il primo giorno lo fai per dodici mesi, quindi fai una cosa che ti piace, anche piccola.

Le domande che fanno tutti

Cosa non si deve fare a Capodanno?

Non si presta niente, non si buttano rifiuti fuori casa, non si spazza verso la porta, non si lava il bucato, non si piange, non si litiga e non si rompe niente. Non si mangia pollo né aragosta, animali che vanno all'indietro. In casa si entra con il piede destro. Quello che esce dalla porta il primo gennaio se ne va per tutto l'anno, e quello che entra resta.

Cosa portare a Capodanno come portafortuna?

Il rosso addosso e sotto, nuovo e regalato. Una moneta in tasca a mezzanotte, da non spendere fino all'Epifania. Il cornetto al collo, il ferro di cavallo sulla porta con le punte in su, un rametto di vischio sopra l'ingresso, spighe di grano sulla tavola. Un capo nuovo mai indossato. Se vai in casa d'altri, porta pane, sale e una moneta, mai le mani vuote.

Perché a Capodanno si mangiano le lenticchie?

Perché hanno la forma delle monete: ogni lenticchia è un soldo dell'anno che viene, e si mangiano a mezzanotte, un cucchiaio a testa mentre suonano i rintocchi, non a cena. Con le lenticchie il cotechino o lo zampone, che sono grasso, e il grasso è abbondanza. In Piemonte al posto delle lenticchie si contano i dodici chicchi d'uva, uno per mese.

Perché a Capodanno si porta l'intimo rosso?

Il rosso è il colore del sangue e del fuoco, e tiene lontano quello che gira nella notte tra un anno e l'altro. Si porta sotto perché sta a contatto con la pelle, dove serve. Deve essere nuovo, meglio se regalato, e il giorno dopo si butta: ha fatto il suo lavoro. Nel Sud lo portano anche i bambini, e in molte case lo si compra insieme per tutta la famiglia.

Si possono lavare i panni a Capodanno?

No, e nel Sud la regola è ferrea: chi lava il primo dell'anno lava via qualcuno di famiglia, e le lavatrici restano ferme fino al 2 gennaio. Nel Nord la regola è più leggera ma si rispetta lo stesso, perché stendere il primo giorno dell'anno è stendere la fortuna al vento. Il bucato si fa il 30, e il 31 si stira quello che serve per la notte.

Tutte le pagine di superstizioni.