Numero 13: porta fortuna o sfortuna? E i tredici a tavola
Contate i posti a tavola e sono tredici. Qualcuno ride, qualcuno si alza a prendere una sedia in più e un piatto che non serve a nessuno. Il 13 è il numero più discusso d'Italia: da noi porta fortuna, fuori porta sfortuna, e a tavola ha una regola tutta sua. Qui trovi da dove vengono tutte e tre le cose, e cosa fare quando i commensali sono tredici.
Il quattordicesimo posto
Quando Appena ti accorgi che a tavola siete tredici, prima che qualcuno si sieda. Con qualunque luna; se è la sera di luna piena, il posto si apparecchia con un bicchiere pieno.
Occorrente
una sedia in più
un piatto, un bicchiere e una posata
un pezzo di pane
Come si fa
Aggiungi la quattordicesima sedia a capotavola, o dove c'è spazio, prima che qualcuno si sieda.
Apparecchia il posto per intero: piatto, bicchiere, posata, e un pezzo di pane sul piatto.
Riempi il bicchiere d'acqua all'inizio del pasto e non toccarlo più.
Alla fine, alzatevi tutti insieme, o lascia che si alzi per primo chi ha apparecchiato.
Il pane del quattordicesimo posto si lascia sul davanzale la mattina dopo. Il posto era per l'ospite che non si vede, e lui ha mangiato.
In Italia il 13 porta fortuna
Da noi il 13 porta fortuna, e lo porta da sempre. È il numero di Sant'Antonio, che si festeggia il 13 giugno e che ritrova le cose perse. È il numero della Madonna di Fatima, che appare il 13 maggio. È il numero delle lune in un anno: il sole fa dodici mesi, ma la luna si riempie tredici volte, e chi vive con la luna conta tredici. Il tredici d'oro si porta al collo come il cornetto, e nel Nord è il ciondolo che si regala ai ragazzi con la prima catenina. Fare tredici, nel linguaggio di tutti, vuol dire azzeccare tutto. Per questo quando un italiano sente che il 13 porta sfortuna, alza le spalle: il numero sfortunato da noi è il 17, e il 13 sta dall'altra parte. La sola eccezione è la tavola, dove tredici commensali sono un problema anche in Italia, e per un motivo preciso.
Da dove viene la paura del 13: l'Ultima Cena e un venerdì del 1307
Nel resto del mondo il 13 fa paura, e la paura ha tre radici. La prima è l'Ultima Cena: a tavola erano tredici, e il tredicesimo era Giuda. La seconda viene dal Nord: nel banchetto degli dèi di Odino, Loki arriva come tredicesimo ospite non invitato e porta la morte di Baldr. La terza è un venerdì: il 13 ottobre 1307 il re di Francia fa arrestare in un solo giorno tutti i Templari, e da quel venerdì 13 nasce il giorno nero degli anglosassoni. Sotto tutto questo c'è il 12, il numero compiuto: dodici mesi, dodici ore, dodici apostoli, dodici segni. Il 13 è quello in più, l'intruso che rompe il cerchio. Negli alberghi americani il tredicesimo piano non esiste, e negli aerei la fila 13 spesso salta. In Italia questa paura è arrivata tardi e per via dei film, e si è fermata alle città del Nord senza scalzare il 17.
Tredici a tavola: la regola e i rimedi
Tredici a tavola è l'Ultima Cena, e la regola è che il primo che si alza si porta addosso l'anno più pesante. Per questo in tredici non ci si siede, e in tutte le case d'Italia c'è un rimedio pronto. Il più semplice è il quattordicesimo posto: si aggiunge una sedia e si apparecchia per intero, piatto, bicchiere, pane, e quel posto è per l'ospite che non si vede, l'angelo o il parente lontano. Il secondo è chiamare qualcuno: un vicino, un bambino che mangia in braccio. Il terzo è dividere la tavola in due, sette e sei, con due tovaglie diverse. Il quarto, se il pasto è già cominciato, è alzarsi tutti insieme alla fine, contando fino a tre, così nessuno è il primo. In Francia esistevano i quatorzièmes, uomini pagati per fare il quattordicesimo a cena: in Italia bastava la nonna, che si sedeva e non mangiava.
Nord e Sud: il tredici d'oro, Santa Lucia e il 17
Nel Sud il 13 è un santo. A Napoli il 13 è Sant'Antonio, e il 13 giugno si benedicono i pani e i gigli. In Sicilia il 13 dicembre è Santa Lucia, e a Siracusa si porta il lume e si mangia la cuccìa, il grano bollito, mentre il pane resta in dispensa. In Puglia il 13 si cuce nell'orlo dei bambini insieme al cornetto. Nel Nord il 13 è il ciondolo: il tredici d'oro alla catenina, regalato alla cresima o al diploma, e in Lombardia e in Veneto lo porta anche chi non porterebbe mai un cornetto. Nelle città del Nord è arrivato però anche il venerdì 13 americano, e oggi Milano e Torino temono due giorni, il 13 e il 17, mentre Napoli e Palermo ne temono uno solo. Dovunque, il 13 a tavola resta la sola eccezione: lì il numero della fortuna diventa il numero della Cena, e si apparecchia per quattordici.
Il 13, la luna e l'anno
Il 13 è il numero della luna. In un anno di dodici mesi la luna si fa piena tredici volte, e la tredicesima è quella che nei calendari inglesi si chiama luna blu, la seconda piena dentro lo stesso mese. Tredici lune per ventotto giorni fanno trecentosessantaquattro giorni, l'anno lunare, e le donne lo hanno sempre saputo prima degli uomini. Chi conta con il sole conta dodici e vede nel 13 l'intruso; chi conta con la luna conta tredici e vede nel 13 il cerchio chiuso. In Italia, dove la luna comanda la semina, il taglio dei capelli e l'imbottigliamento del vino, il 13 è rimasto il numero giusto. La luna piena numero tredici, quando cade, è una luna di compimento: si finisce quello che era rimasto a metà. Il calendario lunare del sito ti dice in quale mese cade quest'anno. E il 13 del mese, se è di luna crescente, è un buon giorno per cominciare.
Le domande che fanno tutti
Il numero 13 porta fortuna o sfortuna in Italia?
Fortuna. Il 13 è Sant'Antonio, la Madonna di Fatima, le tredici lune dell'anno, il tredici d'oro al collo e la tredicesima. Il numero sfortunato italiano è il 17. Il 13 porta sfortuna nel mondo anglosassone, per i tredici dell'Ultima Cena e per il venerdì 13 dei Templari, e nelle città del Nord i due numeri oggi convivono. La sola eccezione italiana è la tavola: in tredici non ci si siede.
Cosa fare se siamo tredici a tavola?
Aggiungi un quattordicesimo posto e apparecchialo per intero, con piatto, bicchiere, posata e un pezzo di pane: è per l'ospite che non si vede. Oppure chiama qualcuno, anche un bambino, che nel Sud conta come commensale anche se dorme. Oppure dividi la tavola in due, sette e sei, con due tovaglie. Se il pasto è già cominciato, alla fine alzatevi tutti insieme contando fino a tre.
Venerdì 13 porta sfortuna in Italia?
Nelle case italiane il giorno nero è venerdì 17, e il venerdì 13 è un giorno come un altro. La paura del venerdì 13 è americana, viene dai Templari arrestati il 13 ottobre 1307 e dai film, ed è arrivata nelle città del Nord negli ultimi decenni. Chi teme tutti e due i giorni fa i rimedi del 17 anche il 13: il cornetto in tasca e niente di nuovo cominciato.
Il 13 si può regalare come ciondolo?
Sì, ed è uno dei regali portafortuna più classici, soprattutto nel Nord: il tredici d'oro alla catenina si regala alla cresima, al diploma, alla prima comunione. Si porta al collo o al bracciale insieme al cornetto e al ferro di cavallo, e non si toglie per un anno. Nel Sud si preferisce il cornetto, ma il 13 lo si accetta volentieri, e a Napoli lo si regala il 13 giugno, il giorno di Sant'Antonio.
Vivere al numero 13, o al tredicesimo piano, porta sfortuna?
In Italia no: la casa al numero 13 è una casa fortunata, e gli edifici italiani il tredicesimo piano ce l'hanno con il suo numero. È il civico 17 che nei palazzi si chiama spesso 16 bis. Chi viene dall'estero e si trova al 13 può appendere un ferro di cavallo alla porta, con le punte in su, per fare pace con il numero. Un contratto firmato il 13 del mese, con la luna crescente, parte con il piede giusto.