Talismani: significato, come si fanno e come si portano

Un talismano è un oggetto che chiama: non difende, attira. Lo porti addosso o lo tieni vicino a te perché una cosa che ancora non c'è arrivi, un incontro, una porta che si apre, un periodo più leggero. Qui trovi cosa distingue un talismano da un amuleto, da dove viene, come si fa, con quale luna si carica e come si porta senza spegnerlo.

La carica del talismano alla luna

Quando Luna crescente, nel giorno del pianeta che governa la tua richiesta: giovedì di Giove per il lavoro, venerdì di Venere per un legame, mercoledì di Mercurio per un esame o un viaggio

Occorrente
  • l'oggetto scelto come talismano
  • una candela bianca
  • un foglietto e una matita
  • un panno pulito su cui posarlo
Come si fa
  1. Scrivi sul foglietto, in una riga, la cosa che il talismano deve chiamare. Una sola.
  2. Accendi la candela e tieni l'oggetto nella mano sinistra, quella del cuore, mentre leggi la riga a voce bassa tre volte.
  3. Passa l'oggetto sopra la fiamma, alto abbastanza da non scaldarlo, e poi posalo sul panno.
  4. Mettilo sul davanzale dove arriva la luce della luna e lascialo lì fino al mattino.
  5. Al mattino prendilo, mettilo a contatto con te, e brucia il foglietto nella fiamma della stessa candela.

La cenere del foglietto va fuori casa, nella terra o nell'acqua corrente. Da quel momento il talismano non si mostra e non si racconta.

Talismano significato: un oggetto che attira

Il talismano lavora in avanti. L'amuleto respinge quello che arriva; il talismano va a prendere quello che manca. Per questo non è mai un oggetto qualsiasi: è fatto, scelto o segnato per uno scopo preciso, e quello scopo è la sua definizione. Un anello con inciso un segno, una moneta d'argento del tuo anno di nascita, un sasso raccolto in un posto che per te conta, un foglietto piegato con una parola dentro. Il talismano ha un compito solo, e tu glielo dai: un talismano «per tutto» non lavora per niente. Lo porti quando vai verso la cosa che vuoi, il colloquio, la visita, il viaggio, il primo appuntamento, e lo tieni vicino a dove quella cosa deve arrivare, nel portafoglio se è lavoro, sul comodino se è un legame, sul banco se è un'opera che devi finire.

Differenza tra amuleto e talismano

La differenza tra amuleto e talismano sta nel verso in cui lavorano. L'amuleto è uno scudo: tiene fuori il malocchio, l'invidia, la disgrazia, e per questo si porta sempre, tutti i giorni, senza pensarci. Il talismano è una calamita: chiama una cosa precisa e si porta quando quella cosa serve. L'amuleto di solito è un oggetto della tradizione, il cornetto, l'occhio, la mano, che lavora per come è fatto. Il talismano è quasi sempre fatto o scelto apposta, con un segno, un giorno, un pianeta, e lavora per come è stato caricato. L'amuleto lo ricevi in dono e non chiedi come. Il talismano lo prepari tu, o lo prepara qualcuno per te sapendo cosa vuoi. Molti oggetti fanno tutte e due le cose: il ferro di cavallo respinge dalla porta e attira nella coppa. Ma quando scegli, sappi cosa stai chiedendo.

Da dove vengono: Egitto, Grecia, i sigilli dei pianeti

La parola viene dal greco «telesma», cosa compiuta, consacrata: un oggetto su cui è stato fatto un rito perché portasse un potere. Gli Egizi ne facevano di pietra e di faience, lo scarabeo sopra tutti, e li mettevano nelle bende dei morti e al collo dei vivi. Dai Greci e dagli Arabi il talismano passa al Medioevo europeo con i sigilli dei pianeti: quadrati di numeri, segni incisi su metallo nel giorno e nell'ora del pianeta giusto, l'oro per il Sole, l'argento per la Luna, il ferro per Marte, il rame per Venere. A Firenze, nel Quattrocento, Marsilio Ficino scriveva come fare talismani con le immagini dei pianeti, e i signori li portavano al dito. Nelle campagne il talismano perde l'oro e tiene il senso: un chiodo trovato, una moneta bucata, un foglietto con una preghiera cucito nella fodera della giacca.

Come si fa e come si carica un talismano con la luna

Un talismano si fa in tre passi: scegli l'oggetto, gli dai un segno, lo carichi. L'oggetto dev'essere tuo, piccolo, di un materiale che regge il tempo: metallo, pietra, legno duro, carta piegata dentro un sacchetto. Il segno può essere una parola incisa o scritta, il simbolo di un pianeta, il tuo numero, un nodo fatto in un modo preciso. La carica si fa con la luna giusta: crescente per attirare, che è il caso di quasi tutti i talismani, piena per una cosa che deve compiersi, nuova per un inizio. Il giorno conta quanto la luna: giovedì di Giove per lavoro e fortuna larga, venerdì di Venere per i legami, mercoledì di Mercurio per parole, esami e viaggi, domenica del Sole per la forza tua. Tieni l'oggetto in mano, digli a voce cosa deve chiamare, lascialo alla luce della luna una notte.

Come si porta, chi lo deve dare, gli errori

Il talismano si porta a contatto, nascosto: in tasca, al collo sotto i vestiti, nel portafoglio, cucito in una fodera. Non si mostra e non si racconta: un talismano di cui parli con tutti ha già speso metà della sua forza. Se lo fai tu, è tuo e basta. Se lo fa qualcuno per te, dev'essere una persona che conosce quello che vuoi e lo vuole anche lei: la nonna che ti cuce il sacchettino, l'amica che ti incide la moneta. Gli errori che lo spengono: dargli due compiti; portarlo dopo che la cosa è arrivata, perché un talismano che ha finito va ringraziato e messo via; prestarlo; lasciarlo insieme a un oggetto di chi non ti vuole bene; farlo toccare a chi te lo chiede per curiosità. Quando ha compiuto, si conserva in un cassetto avvolto in un panno, o si restituisce alla terra, e se ne fa un altro per la cosa nuova.

Le domande che fanno tutti

Che differenza c'è tra un amuleto e un talismano?

L'amuleto respinge, il talismano attira. L'amuleto è uno scudo che porti sempre contro il malocchio e l'invidia, quasi sempre un oggetto della tradizione che lavora per come è fatto. Il talismano è una calamita fatta o scelta apposta per una cosa precisa, caricata con la luna e il giorno giusti, e si porta quando quella cosa serve. Il ferro di cavallo fa tutte e due le cose.

Un talismano si può comprare?

Si può comprare l'oggetto, non il talismano. Un anello, una moneta, una pietra diventano talismano quando gli dai un compito e lo carichi: senza quel passaggio è un oggetto in vetrina. I talismani «già pronti» che trovi in vendita hanno bisogno dello stesso lavoro tuo, a casa, con la luna crescente e nel giorno del pianeta giusto. Chi te lo vende non può farlo al posto tuo.

Quanto dura un talismano?

Finché la cosa che deve chiamare non è arrivata. Quando arriva, il talismano ha compiuto: si ringrazia, si avvolge in un panno e si mette via, o si restituisce alla terra. Se dopo mesi non è arrivato niente, si ripulisce in luna calante e si ricarica in luna crescente, con la stessa parola. Un talismano portato per anni «per ogni evenienza» ha smesso di essere un talismano ed è diventato un ricordo.

Qual è il talismano più potente?

Quello fatto da te per una cosa sola, con la luna crescente e nel giorno del pianeta giusto, e mai raccontato a nessuno. Il materiale conta meno di quanto pensi: una moneta d'argento del tuo anno di nascita, un sasso raccolto in un posto che per te conta, un foglietto piegato in otto. La forza sta nel compito preciso, nella carica e nel silenzio.

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