Amuleti portafortuna: gli amuleti protettivi contro il malocchio
Gli amuleti sono gli scudi della tradizione: il cornetto, l'occhio, la mano, il sacchettino cucito, la medaglia al collo. Non chiamano niente, tengono lontano. Qui trovi quali sono gli amuleti protettivi che si usano da noi, da dove vengono, come si portano e come si ripuliscono con la luna calante quando hanno lavorato troppo.
La notte nel sale
Quando Una notte di luna calante, meglio se di sabato, il giorno di Saturno che chiude
Occorrente
l'amuleto da ripulire
un piatto di terracotta o ceramica
sale grosso quanto basta a coprirlo
Come si fa
Versa il sale nel piatto e affonda l'amuleto finché non si vede più.
Lascialo lì tutta la notte, in una stanza dove nessuno dorme.
Al mattino tiralo fuori con la mano destra, soffiaci sopra tre volte e rimettilo addosso.
Il sale non si riusa e non va nel lavandino: si butta fuori dalla porta di casa o nella terra. Il piatto si lava con acqua corrente e da quel giorno serve solo a questo.
Cosa fa un amuleto: scudo, non calamita
Un amuleto respinge. Il suo compito è stare tra te e quello che ti arriva addosso, lo sguardo carico, la parola cattiva, l'invidia che gira in una stanza, il colpo che non hai visto arrivare. Non attira e non chiama: per quello c'è il talismano. Per questo l'amuleto si porta sempre, tutti i giorni, senza pensarci, come si porta una chiave: non serve sapere quando servirà. Gli amuleti protettivi sono quasi sempre oggetti della tradizione, che lavorano per come sono fatti e non per come li carichi tu: la forma del corno, il colore rosso, la pietra nera, l'occhio disegnato, la mano aperta. Ognuno ha una cosa precisa contro cui lavora, e un amuleto contro il malocchio non è la stessa cosa di uno contro gli spiriti della strada o contro il ferro del nemico. Sapere quale porti è già metà della protezione.
Amuleti contro il malocchio: l'occhio, la mano, il corno
Contro il malocchio gli amuleti sono tre, e li trovi in tutto il Mediterraneo. L'occhio, blu e bianco, con la pupilla nera al centro, che ricambia lo sguardo cattivo e lo rimanda a chi lo manda: viene dalla Grecia e dalla Turchia, ma in Sicilia e in Puglia è di casa da secoli. La mano, con le dita in un gesto preciso: la mano di Fatima aperta con l'occhio nel palmo, oppure la mano che fa le corna, indice e mignolo tesi, o la mano a fico, il pollice tra indice e medio, che a Napoli si porta in corallo. Il corno, che ha una pagina tutta sua. A questi si aggiungono da noi il sale grosso in tasca, il peperoncino rosso, il nastro rosso al polso dei bambini, l'aglio sulla porta nelle campagne del sud. In vista o nascosto dipende dalla famiglia: le due scuole hanno ragione tutte e due.
Da dove vengono: Roma, la bulla e il Mediterraneo
L'amuleto è vecchio quanto la paura. A Roma i bambini portavano al collo la bulla, una capsula d'oro o di cuoio con dentro un oggetto protettivo, dal giorno della nascita fino alla toga virile; le bambine la portavano fino al matrimonio. Dentro ci stava di tutto: un pezzo di corallo, un dente, un fico d'oro, un fallo di bronzo che i Romani appendevano anche ai carri e alle porte senza nessun imbarazzo. Dal Mediterraneo greco e fenicio arrivano l'occhio e la mano. Dalle campagne italiane, in ogni regione, arrivano i sacchettini cuciti: il «brevi» o «abitino» con dentro una preghiera, un pizzico di sale, un chicco di grano, che le nonne appuntavano dentro i vestiti. In Sardegna è la pietra nera, l'ossidiana, montata in argento. Ogni regione ha aggiunto il suo, e la lista non finisce.
Come si porta un amuleto: a contatto, mai prestato
L'amuleto si porta addosso, a contatto con la pelle quando si può: al collo sotto i vestiti, al polso, in tasca dalla parte del cuore. La regola del dono vale anche qui, e per il corno è ferrea; per gli altri conta meno, ma un amuleto ricevuto lavora sempre meglio di uno comprato. Non si presta e non si fa toccare: l'amuleto conosce una persona e prende su di sé quello che quella persona non deve ricevere, e nelle mani di un altro si confonde. Ai bambini si mette al polso o dentro il vestito, appuntato con una spilla, mai dove possono metterlo in bocca. In casa gli amuleti stanno sulla soglia, sulla porta, alle finestre: la difesa va dove entra la gente. Se ne porta uno alla volta per ogni cosa: due amuleti contro il malocchio non fanno una difesa doppia, si annullano come due voci che parlano insieme.
Come si ripulisce con la luna calante e gli errori che lo spengono
Un amuleto si riempie. Raccoglie quello che tiene lontano da te e a un certo punto è pieno: lo senti perché diventa opaco, perché ti pesa, perché ti accorgi che non lo tocchi più. Allora si ripulisce, in luna calante, che è la luna che toglie. Una notte nel sale grosso, oppure sotto l'acqua corrente per il tempo di tre respiri se il materiale lo regge, oppure una notte sul davanzale con la luna che cala. Il sale si butta fuori casa. Gli errori che spengono un amuleto: portarlo insieme a un oggetto di chi ti ha fatto del male; lasciarlo cadere e non raccoglierlo subito; toglierlo per mostrarlo; lasciarlo in un cassetto per mesi e poi rimetterlo senza ripulirlo; comprarne uno nuovo mentre il vecchio lavora ancora. Un amuleto rotto ha preso un colpo al posto tuo: si ringrazia e non si ripara.
Le domande che fanno tutti
Qual è l'amuleto più forte contro il malocchio?
Da noi il corno rosso, regalato. Subito dopo l'occhio blu, che ricambia lo sguardo e lo rimanda indietro, e la mano, aperta con l'occhio nel palmo o chiusa a fico. In Sardegna la pietra nera, in Sicilia il corallo. Ogni regione ha il suo e ognuno lavora se lo porti nel modo giusto: a contatto, mai prestato, ripulito quando è pieno.
Gli amuleti si possono comprare da soli?
Il corno no, deve essere regalato. Gli altri sì, anche se un amuleto ricevuto in dono lavora sempre un po' meglio di uno comprato. Quello che conta, se lo compri, è il primo gesto: una notte nel sale grosso per togliergli le mani di chi lo ha toccato prima, poi in mano tua, con una parola su cosa deve tenere lontano, e addosso.
Quanti amuleti si possono portare insieme?
Uno per ogni cosa. Un amuleto contro il malocchio, uno per la strada se viaggi, un talismano per quello che stai chiamando. Due amuleti per la stessa cosa non raddoppiano la difesa, si disturbano, come due persone che parlano insieme. In casa invece se ne tengono quanti si vuole, ognuno al suo posto: la porta, le finestre, la cucina.
Ogni quanto si ripulisce un amuleto?
Quando è pieno, e lo senti: diventa opaco, pesa, ti accorgi che non lo tocchi più. Di regola dopo un periodo pesante, un lutto, una lite lunga, un trasloco, un mese in cui tutto è andato storto. Si ripulisce in luna calante, una notte nel sale grosso o sotto l'acqua corrente per tre respiri, e il sale si butta fuori casa. Molti lo fanno a ogni luna calante, per abitudine.