Incantesimi delle streghe

Le streghe italiane non hanno il cappello a punta: sono le janare che di notte volano al noce di Benevento, le masche delle Langhe che cambiano forma e siedono sui letti, le streghe del Salento che intrecciano la criniera ai cavalli nella stalla. Gli incantesimi delle streghe che si fanno in casa sono due cose insieme: i gesti che le tengono fuori e i gesti che si rubano dal loro stampo, con la scopa, il sale, le forbici, i chicchi da contare. Qui trovi quattro rituali nella forma delle streghe e delle case che le conoscevano.

Stanotte la luna è crescente

gibbosa crescente, 21 settembre 2026: la luna giusta per attirare, cominciare, far crescere.

Prossima luna piena 26 settembre 2026, prossima luna nuova 10 ottobre 2026. Crescente o calante, spiegato.

La scopa dietro la porta

Quando Ogni sera, e con più cura nelle notti di luna nuova e nella notte tra il venerdì e il sabato.

Occorrente
  • una scopa di saggina o comunque con le setole
  • un pizzico di sale grosso
  • la porta di casa
Come si fa
  1. Prima di andare a letto spazza la soglia da dentro verso fuori, tre colpi.
  2. Spargi il sale sulla soglia, dalla parte di dentro, in una riga sottile.
  3. Metti la scopa dietro la porta chiusa, con le setole in alto e il manico a terra.
  4. Di' a bassa voce: «conta, conta, e quando hai finito è giorno».
  5. Spegni la luce senza voltarti verso la porta.

Al mattino la scopa torna al suo posto e il sale si spazza fuori. La janara che entra deve contare ogni setola e ogni grano prima di passare, e all'alba deve andarsene: è la difesa più antica di Benevento e della Campania.

Le forbici aperte sul comodino

Quando Le notti in cui si dorme male, con la luna calante. Nelle Langhe, ogni notte d'inverno.

Occorrente
  • un paio di forbici
  • un fazzoletto bianco
  • il comodino o la sedia accanto al letto
Come si fa
  1. Stendi il fazzoletto sul comodino, dalla parte in cui dormi.
  2. Posa le forbici aperte sopra, a croce, con le punte verso la porta della stanza.
  3. Tocca le due lame con due dita e di' «ferro che tagli, tieni il mio sonno».
  4. Spegni la luce e non toccare più le forbici fino al mattino.
  5. Al mattino chiudile prima di alzarti dal letto.

Le forbici si tengono aperte sul comodino per sette notti. È il gesto contro la masca che si siede sul petto di chi dorme: il ferro aperto le toglie il posto.

La foglia di noce nella tasca

Quando Luna crescente, giovedì di Giove. Nel mese di giugno, attorno a San Giovanni, la foglia ha più forza.

Occorrente
  • una foglia di noce
  • un filo rosso
  • un foglio piccolo
  • una matita
Come si fa
  1. Raccogli una foglia di noce con le mani, da un albero che non è nel tuo cortile.
  2. Scrivi sul foglio, a matita, quello che vuoi tenere al sicuro: un nome, la casa, il sonno.
  3. Avvolgi il foglio nella foglia e legala con il filo rosso, tre giri e un nodo.
  4. Tienila nella tasca sinistra per un giorno intero, dall'alba all'alba.
  5. Poi mettila sotto il materasso, dalla parte della testa.

La foglia resta sotto il materasso finché non è secca del tutto. Poi si brucia con il filo e il foglio, e la cenere va sotto un albero. Il noce è l'albero delle streghe, e chi ne tiene una foglia in casa parla la loro lingua.

I chicchi sulla soglia

Quando Le notti di luna nuova, e la notte di San Giovanni tra il 23 e il 24 giugno.

Occorrente
  • una manciata di lenticchie, ceci o riso
  • un piattino
  • una scopa
Come si fa
  1. Versa i chicchi sulla soglia, dalla parte di dentro, senza contarli.
  2. Metti il piattino vuoto accanto, capovolto.
  3. Di' a bassa voce: «chi vuole entrare, li conti; chi li conta, è giorno».
  4. Chiudi la porta e vai a dormire senza guardare la soglia.
  5. Al mattino spazza i chicchi fuori dalla porta, verso strada, senza raccoglierli.

I chicchi non tornano in cucina e non si danno agli animali di casa. Il piattino si lava tre volte. La strega che entra deve contare ogni chicco, e i chicchi sono sempre più delle ore di una notte.

Le janare di Benevento e il noce

A Benevento c'è un noce, sulle rive del Sabato, e sotto quel noce le streghe di tutta Italia si trovano la notte del sabato e la notte di San Giovanni. Le janare sono le streghe della Campania: di giorno sono donne del paese, di notte si ungono e volano dicendo la formula del noce. Entrano nelle case dalla fessura sotto la porta, si siedono sul petto di chi dorme, intrecciano la criniera ai cavalli. Contro la janara si mettono la scopa dietro la porta e il sale sulla soglia, perché deve contare ogni setola e ogni grano prima di entrare, e l'alba la sorprende sempre a metà del conto. Chi riesce a prenderla per i capelli mentre conta la tiene fino al mattino, e da allora lei non torna più in quella casa.

Le masche del Piemonte

Nelle Langhe, nel Monferrato e nelle valli di Cuneo le streghe si chiamano masche. Non volano al noce: cambiano forma, diventano gatti, capre, un vento nella stalla. Il loro potere si passa da nonna a nipote in punto di morte, con una stretta di mano o un oggetto dato. La masca si siede sui piedi del letto e toglie il fiato a chi dorme: contro di lei si mettono le forbici aperte sul comodino, perché il ferro aperto le toglie il posto, oppure una scopa capovolta nell'angolo. Le masche non sono sempre cattive: in molti paesi la masca era anche quella che sapeva le erbe e le parole per i bambini che piangevano di notte. La linea tra strega e donna delle erbe, nelle valli, era sottile come un filo.

Gli incantesimi nello stampo delle streghe

I gesti delle streghe hanno una forma riconoscibile: il conto che non finisce, il ferro aperto, la foglia dell'albero giusto, la soglia. Chi li fa in casa non diventa strega: usa la loro grammatica per tenerle fuori o per prendere in prestito la loro forza. La foglia di noce nella tasca è il gesto più vicino alle janare: chi la porta parla la lingua dell'albero, e le streghe passano oltre come si passa oltre chi è di famiglia. Non ci sono qui rituali per fare del male, per volare, per cambiare forma: quelli non sono gesti di casa e non si scrivono. La strega, nella cucina della nonna, era una cosa da cui guardarsi e da cui imparare, tutte e due insieme.

Gli errori da non fare

Il primo è guardare la porta o la soglia dopo aver messo la scopa e il sale: il conto delle streghe si spezza se lo guardi tu. Il secondo è tenere le forbici chiuse sul comodino: chiuse non tengono niente, devono essere aperte a croce. Il terzo è raccogliere la foglia di noce dall'albero del tuo cortile: deve venire da un albero che non è tuo, come la strega non è di casa. Il quarto è dare i chicchi della soglia alle galline o al cane: quello che ha fatto il conto per te va fuori. Il quinto è ridere dei gesti mentre li fai: la janara non si offende, ma il gesto perde la forma. Il sesto è pronunciare la formula del noce per gioco: non è una filastrocca.

Cosa aspettarsi e in quanto tempo

I gesti contro le streghe lavorano la notte stessa. La scopa dietro la porta e i chicchi sulla soglia si sentono dal mattino dopo: si dorme fino in fondo, non si sente il peso sul petto, gli animali di casa stanno tranquilli. Le forbici aperte fanno effetto in sette notti: la prima o la seconda notte il sonno può essere ancora agitato, dalla terza in poi si dorme. La foglia di noce nella tasca si sente in un giorno: un'aria più leggera attorno a te, come quando ti togli un cappotto. Nessuno di questi gesti dà un segno visibile: il segno è che non succede più quello che succedeva. Se dopo sette notti si dorme ancora male, il peso non viene da fuori: serve una purificazione della casa.

Le domande che fanno tutti

Chi sono le janare e le streghe di Benevento?

Le janare sono le streghe della Campania: donne del paese che di notte si ungono e volano al noce di Benevento, dove le streghe di tutta Italia si trovano il sabato e nella notte di San Giovanni. Entrano nelle case dalla fessura sotto la porta e si siedono sul petto di chi dorme. Si tengono fuori con la scopa dietro la porta e il sale sulla soglia.

Perché la scopa dietro la porta tiene lontane le streghe?

Perché la strega che entra deve contare ogni setola prima di passare, e le setole sono sempre più delle ore di una notte. All'alba deve andarsene e il conto non è finito. Per lo stesso motivo si spargono il sale e i chicchi sulla soglia. È la difesa più antica della casa italiana, da Benevento alle Langhe.

Gli incantesimi delle streghe fanno del male?

Quelli qui no: sono i gesti per tenere fuori le streghe e per prendere in prestito la loro forma, come la foglia di noce nella tasca. Non ci sono rituali per fare del male, per volare o per cambiare forma: quelli non sono gesti di casa e non si scrivono. La strega nella cucina della nonna era una cosa da cui guardarsi e da cui imparare insieme.

Cosa sono le masche?

Le masche sono le streghe del Piemonte, delle Langhe e delle valli di Cuneo. Non volano: cambiano forma, diventano gatti, capre, un vento nella stalla, e si siedono sui piedi del letto togliendo il fiato. Il loro potere passa da nonna a nipote in punto di morte. Contro la masca si tengono le forbici aperte a croce sul comodino.

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