La notte tra il 23 e il 24 giugno è la notte più corta dell'anno e la più piena di erbe: il sole è appena passato dal punto più alto, le piante hanno tutta la forza addosso, e la rugiada del mattino di San Giovanni è l'acqua più antica della magia italiana. È la notte in cui le streghe volano al noce di Benevento e le ragazze leggono il futuro nel chiaro d'uovo. Qui trovi come si prepara l'acqua di San Giovanni con le erbe, quali erbe raccogliere e quando, e cinque rituali della notte di San Giovanni con l'acqua al centro.
Stanotte la luna è crescente
gibbosa crescente, 21 settembre 2026: la luna giusta per attirare, cominciare, far crescere.
Quando La sera del 23 giugno, dopo il tramonto. Si lascia fuori tutta la notte e si usa la mattina del 24.
Occorrente
una bacinella o una ciotola larga
acqua fresca
un mazzo di erbe e fiori raccolti la sera del 23
un panno pulito
Come si fa
Al tramonto del 23 raccogli le erbe e i fiori con le mani: iperico, lavanda, rosmarino, salvia, menta, malva, rose, fiori di campo. Quello che trovi.
Riempi la bacinella d'acqua fresca e metti dentro le erbe e i fiori interi, senza tagliarli.
Posa la bacinella fuori, sul balcone, sul davanzale o in cortile, dove prende la luna e la rugiada.
Lasciala tutta la notte scoperta.
La mattina del 24, appena sveglio, lavati il viso, le mani e il collo con quell'acqua, senza asciugarti subito.
L'acqua che resta si versa alla base di una pianta o sulla soglia di casa.
Le erbe si lasciano asciugare al sole del 24 e si tengono in un sacchetto di stoffa fino all'anno dopo. L'acqua di San Giovanni si prepara una volta l'anno e non si conserva: la sua forza è nella rugiada di quella notte sola.
La rugiada del mattino
Quando L'alba del 24 giugno, prima che il sole tocchi l'erba.
Occorrente
un prato, un giardino o un campo
i piedi nudi
un fazzoletto bianco
Come si fa
Alzati prima dell'alba e vai dove c'è erba: un prato, un giardino, un campo.
Togli le scarpe e cammina scalzo sull'erba bagnata per il tempo di cento passi.
Passa il fazzoletto sull'erba finché non è bagnato di rugiada.
Con il fazzoletto bagnato passa sul viso, sugli occhi chiusi, sul collo.
Torna a casa con i piedi ancora bagnati e non asciugarli finché non si asciugano da soli.
Il fazzoletto si lascia asciugare al sole e si tiene sotto il cuscino per tre notti. La rugiada di San Giovanni è l'acqua che il cielo dà da solo, senza brocca: chi ci cammina dentro entra nell'estate pulito.
Il chiaro d'uovo nel bicchiere
Quando La sera del 23 giugno, prima di mezzanotte. Si legge la mattina del 24.
Occorrente
un uovo fresco
un bicchiere di vetro trasparente pieno d'acqua
il davanzale
Come si fa
Riempi il bicchiere d'acqua e posalo sul davanzale, dove prende la notte.
Rompi l'uovo e fai cadere nell'acqua solo il chiaro, tenendo il tuorlo nel guscio.
Non muovere il bicchiere e non guardarci dentro.
Lascialo alla notte di San Giovanni fino all'alba.
La mattina del 24 guarda la forma che il chiaro ha preso nell'acqua: una barca, una torre, una casa, un velo, un albero.
La barca è un viaggio, la torre una casa nuova o un lavoro, il velo un matrimonio, l'albero una famiglia che cresce, la forma senza forma un anno da lasciar passare. L'acqua con il chiaro si versa alla base di una pianta, mai nel lavandino.
Il mazzetto di iperico alla porta
Quando La sera del 23 giugno, raccolto al tramonto, appeso prima di mezzanotte.
Occorrente
un mazzetto di iperico in fiore, l'erba di San Giovanni
un filo rosso
un chiodo sopra la porta di casa
Come si fa
Raccogli l'iperico al tramonto del 23, quando i fiori gialli sono aperti: si riconosce dai fiori a cinque petali e dalle foglie con i puntini in controluce.
Lega il mazzetto con il filo rosso facendo tre nodi.
Appendilo a testa in giù sopra la porta di casa, dalla parte di dentro, prima di mezzanotte.
Toccalo con due dita ogni volta che esci per i primi sette giorni.
Lascialo appeso tutto l'anno, finché non arriva il San Giovanni dopo.
L'anno dopo, la sera del 23, il mazzetto vecchio si brucia e uno nuovo prende il suo posto. L'iperico sopra la porta è il caccia-streghe delle case di campagna: la janara che passa sotto non entra.
Le foglie sotto il cuscino
Quando La notte tra il 23 e il 24 giugno, prima di dormire.
Occorrente
tre foglie di alloro
un rametto di artemisia o di lavanda
un fazzoletto
un foglio con una domanda
Come si fa
Scrivi sul foglio una domanda sola sull'anno che viene.
Avvolgi le tre foglie d'alloro e il rametto nel fazzoletto, con il foglio in mezzo.
Metti il fazzoletto sotto il cuscino, dalla parte in cui dormi.
Prima di chiudere gli occhi leggi la domanda a bassa voce, una volta.
Al risveglio scrivi subito quello che hai sognato, prima di alzarti.
Il sogno della notte di San Giovanni è la risposta. Il fazzoletto con le foglie si tiene in un cassetto fino a quando la risposta non si è vista. È il rituale delle ragazze di tutto il Sud per sapere chi sarebbe arrivato.
Quali sono le erbe di San Giovanni
L'erba di San Giovanni è l'iperico, con i fiori gialli a cinque petali e le foglie che in controluce hanno i puntini: nelle campagne è il caccia-diavoli, e si raccoglie solo in questa notte. Con l'iperico vanno nell'acqua la lavanda, il rosmarino, la salvia, la menta, la malva, la ruta, l'artemisia, i petali di rosa, le foglie di noce, i fiori di sambuco e tutti i fiori di campo che trovi. Non serve averle tutte: sette erbe diverse sono il numero delle nonne, ma anche tre bastano. Quello che conta è che siano raccolte con le mani, la sera del 23, e che nell'acqua vadano intere. L'alloro e l'artemisia sono le due che vanno sotto il cuscino, e le foglie di noce sono quelle delle streghe: un paio nell'acqua, non di più.
Quando raccogliere le erbe
Le erbe di San Giovanni si raccolgono al tramonto del 23 giugno, quando il sole è basso ma c'è ancora luce, oppure all'alba del 24 con la rugiada addosso. Quelle del tramonto vanno nell'acqua e fanno la notte; quelle dell'alba si seccano e si tengono per l'anno. Si raccolgono con le mani, non con le forbici e non con il coltello, e si prendono senza strappare la pianta: un rametto, un fiore, mai tutto. Si raccolgono in silenzio, senza parlare finché non sono nell'acqua. Se il 23 piove, si raccolgono lo stesso: la pioggia di San Giovanni è acqua buona. Se non hai un campo, vanno bene il balcone, il vaso sul davanzale, l'orto di chi te lo permette: le erbe di vaso raccolte questa notte valgono come quelle di campo.
La notte più corta e la luna che c'è
San Giovanni cade tre giorni dopo il solstizio d'estate, quando il sole ha appena cominciato a scendere dal punto più alto e le piante hanno tutta la forza dentro: per questo le erbe raccolte in questa notte valgono per l'anno. La luna cambia ogni anno: se la notte del 23 è di luna crescente o piena, l'acqua prende anche la luna e i rituali che chiamano, le foglie sotto il cuscino e il chiaro d'uovo, sono più forti; se è calante, l'acqua lava di più e l'iperico alla porta tiene meglio. Ma San Giovanni comanda sulla luna: si fanno tutti i rituali, qualunque luna ci sia. Il calendario lunare ti dice che luna avrà la prossima notte di San Giovanni.
Gli errori da non fare
Il primo è coprire la bacinella: l'acqua di San Giovanni deve prendere la rugiada, e con il coperchio prende solo il buio. Il secondo è tagliare le erbe a pezzi: vanno intere, come la pianta le ha fatte. Il terzo è preparare l'acqua un'altra notte per comodità: la forza è nella rugiada di quella notte sola, e l'acqua del 25 è acqua con dei fiori dentro. Il quarto è asciugarsi subito il viso: l'acqua si lascia sulla pelle finché non va via da sola. Il quinto è guardare nel bicchiere del chiaro d'uovo prima dell'alba: la forma si fa al buio. Il sesto è raccogliere le erbe parlando o con le forbici. Il settimo è buttare l'acqua avanzata nel lavandino: va alle piante o sulla soglia.
Cosa aspettarsi e in quanto tempo
L'acqua di San Giovanni si sente subito, la mattina del 24: il viso fresco, la testa leggera, come dopo un bagno al mare. È l'acqua che apre l'estate, e la sua forza dura fino a Ferragosto. Il chiaro d'uovo dà una lettura per l'anno intero, da San Giovanni a San Giovanni. Le foglie sotto il cuscino rispondono la notte stessa, nel sogno, e se il sogno non si ricorda la risposta arriva entro sette giorni. L'iperico alla porta lavora tutto l'anno senza farsi sentire: te ne accorgi dall'aria della casa. La rugiada camminata a piedi nudi si porta addosso come una pulizia: le nonne dicevano che chi ci cammina non ha la pelle stanca fino all'autunno.
La radice popolare della notte di San Giovanni
La notte di San Giovanni è la notte di mezza estate di tutta l'Europa, e in Italia ha preso il nome del santo e ha tenuto i gesti di prima. I fuochi sulle colline sono del Piemonte, del Friuli e della Sardegna, dove si saltavano in due tenendosi per mano e si diventava compari e comari di San Giovanni, un legame che durava tutta la vita. L'acqua con le erbe è di tutta l'Italia, dalle Alpi alla Sicilia. Il chiaro d'uovo nel bicchiere è del Sud, delle ragazze che volevano sapere se e chi. L'iperico alla porta e le foglie di noce sono di Benevento e della Campania, dove questa è la notte delle janare al noce. Il nocino si mette in infusione stanotte con le noci ancora verdi: ventiquattro noci raccolte da una donna scalza, dice la ricetta delle nonne dell'Emilia.
Le domande che fanno tutti
Come si prepara l'acqua di San Giovanni?
La sera del 23 giugno riempi una bacinella d'acqua e metti dentro le erbe e i fiori raccolti al tramonto con le mani: iperico, lavanda, rosmarino, salvia, menta, rose, fiori di campo, interi. Lasciala fuori tutta la notte, scoperta, a prendere la rugiada. La mattina del 24 lavati il viso, le mani e il collo con quell'acqua, senza asciugarti subito.
Quali erbe servono per l'acqua di San Giovanni?
L'iperico prima di tutto, che è l'erba di San Giovanni. Poi lavanda, rosmarino, salvia, menta, malva, ruta, artemisia, petali di rosa, fiori di sambuco, un paio di foglie di noce e i fiori di campo che trovi. Sette erbe diverse sono il numero delle nonne, ma tre bastano. Vanno raccolte con le mani la sera del 23 e messe nell'acqua intere.
Se il 23 giugno piove, si può fare lo stesso?
Sì, e la pioggia di San Giovanni è acqua buona: la bacinella prende pioggia invece di rugiada e vale lo stesso. Le erbe si raccolgono comunque al tramonto, bagnate. La sola cosa che non si fa con la pioggia è camminare scalzi nell'erba all'alba, perché la rugiada non c'è: quel rituale si rimanda al primo mattino sereno dopo San Giovanni.
L'acqua di San Giovanni si può conservare?
No. La sua forza è nella rugiada di quella notte sola, e l'acqua del giorno dopo è acqua con dei fiori dentro. Si usa tutta la mattina del 24: sul viso, sulle mani, sul collo, e quella che resta alle piante o sulla soglia di casa. Quello che si conserva sono le erbe, asciugate al sole del 24 e tenute in un sacchetto di stoffa fino all'anno dopo.
Cosa c'entrano le streghe con la notte di San Giovanni?
È la notte in cui le janare della Campania volano al noce di Benevento, dove le streghe di tutta Italia si trovano. Per questo sopra la porta si appende l'iperico, il caccia-streghe, e nell'acqua vanno un paio di foglie di noce: chi tiene in casa la foglia dell'albero delle streghe parla la loro lingua, e loro passano oltre.