Samhain rituale

Samhain è il nome celtico della notte tra il 31 ottobre e il primo novembre, quando l'anno vecchio finisce e il velo tra i vivi e i morti si fa sottile. In Italia questa notte ha altri nomi e gli stessi gesti: la tavola apparecchiata per chi non c'è più, la candela alla finestra che guida i morti a casa, la zucca svuotata con il lume dentro, le fave dei morti. Qui trovi quattro rituali di Samhain nella forma in cui si fanno nelle case italiane da prima che si chiamassero così, e cosa fare nella notte di Samhain per i tuoi morti e per te.

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La tavola per chi non c'è

Quando La sera del 31 ottobre, dopo cena, e di nuovo la sera del primo novembre.

Occorrente
  • un piatto e un bicchiere in più
  • pane
  • un bicchiere d'acqua e uno di vino
  • una candela
Come si fa
  1. Dopo cena non sparecchiare del tutto: lascia un posto apparecchiato, con il piatto, il bicchiere e il pane.
  2. Metti nel piatto un pezzo di pane e accanto un bicchiere d'acqua e uno di vino.
  3. Accendi la candela al centro della tavola e di' i nomi dei tuoi morti, uno alla volta, a bassa voce.
  4. Lascia la tavola così tutta la notte, con la candela che si consuma.
  5. Al mattino il pane si sbriciola fuori per gli uccelli e l'acqua si versa alla base di una pianta.

Il vino si versa a terra, fuori dalla porta, in un getto solo. La tavola per i morti è il rituale più antico di questa notte, e in Sardegna, in Sicilia e in Puglia si apparecchia ancora.

La candela alla finestra

Quando La notte del 31 ottobre, dal tramonto fino all'alba.

Occorrente
  • una candela bianca
  • un piattino
  • un davanzale che dà sulla strada
Come si fa
  1. Al tramonto accendi la candela e posala sul davanzale della finestra che dà sulla strada, dalla parte di dentro.
  2. Di' a bassa voce: «chi è di casa trovi la strada, chi non è di casa passi oltre».
  3. Lascia la finestra chiusa ma la tenda aperta, così che la luce si veda da fuori.
  4. Se la candela si spegne da sola, non riaccenderla: chi doveva vedere ha visto.
  5. Al mattino raccogli la cera fredda nel piattino.

La cera si seppellisce in un vaso o sotto una pianta. La candela alla finestra è la luce che i morti seguono per tornare una notte nella casa dove hanno vissuto, e il mattino li riporta via.

La lumera

Quando La sera del 31 ottobre, da preparare di giorno e accendere al buio.

Occorrente
  • una zucca piccola o una rapa grossa
  • un coltello e un cucchiaio
  • una candela corta
  • la soglia o il davanzale
Come si fa
  1. Taglia la calotta della zucca e svuotala con il cucchiaio, tenendo da parte la polpa per la cucina.
  2. Intaglia due occhi e una bocca, non una faccia cattiva: una faccia che guarda.
  3. Metti la candela dentro e accendila al buio.
  4. Posa la lumera sulla soglia di casa o sul davanzale, con la faccia verso la strada.
  5. Lasciala accesa finché la candela non finisce da sola.

La zucca il giorno dopo si porta fuori e si lascia in un campo o sotto un albero, non nella spazzatura. La lumera è la zucca intagliata delle campagne italiane, dalla Lombardia alla Puglia, da molto prima delle vetrine americane.

Le fave dei morti

Quando La sera del 31 ottobre o la sera del primo novembre, in tavola.

Occorrente
  • una manciata di fave secche, o i biscotti detti fave dei morti
  • un piattino
  • una candela
Come si fa
  1. Metti le fave nel piattino e la candela accesa accanto.
  2. Prendine una per ogni morto che vuoi ricordare e posala davanti alla candela dicendo il nome.
  3. Mangia una fava per te, una sola, in silenzio.
  4. Lascia le altre nel piattino davanti alla candela tutta la notte.
  5. Al mattino seppelliscile in un vaso o in un angolo di terra.

Le fave sono il cibo dei morti dall'antica Roma in poi: dentro il baccello c'è il seme che dorme. Chi le seppellisce il primo novembre ha in casa i suoi morti fino a primavera, quando le fave spuntano.

Samhain e i morti di novembre: la stessa notte

Samhain è la fine dell'anno celtico, la notte in cui il bestiame torna dai pascoli e i morti tornano a casa. In Italia la stessa notte è quella tra Ognissanti e i Morti, e i gesti sono gli stessi da prima che il nome celtico arrivasse nei libri: si apparecchia per chi non c'è, si accende una luce alla finestra, si intaglia una zucca, si mangiano le fave. In Sardegna i bambini vanno di casa in casa per is animas, le anime, e ricevono dolci e frutta secca. In Sicilia i morti portano i regali ai bambini la notte del primo novembre. In Puglia si lasciava la tavola apparecchiata e il fuoco acceso. Chi fa un rituale di Samhain in Italia non importa niente: ritrova quello che la nonna faceva senza chiamarlo così.

La luna e l'ora della notte di Samhain

Samhain comanda sulla luna: si fa la notte del 31 ottobre qualunque luna ci sia. Ma la luna colora i gesti. Con la luna calante o nuova il velo è più sottile, i morti tornano più facilmente e la tavola apparecchiata ha più peso; con la luna crescente o piena la luce alla finestra si vede da più lontano e la lumera brucia meglio. L'ora è quella del buio: la tavola si prepara dopo cena, la candela si accende al tramonto, la lumera si accende quando la strada è scura. La mezzanotte è il punto, e i minuti prima e dopo sono quelli in cui si dicono i nomi. All'alba tutto finisce: i morti tornano dove stanno e la casa torna dei vivi. Il calendario lunare ti dice che luna avrà il prossimo 31 ottobre.

Cosa fare nella notte di Samhain, in ordine

Di giorno si prepara la lumera e si svuota la zucca, tenendo la polpa per la cena. Al tramonto si accende la candela alla finestra. Si cena, e dopo cena si lascia il posto apparecchiato per chi non c'è, con il pane, l'acqua e il vino. Quando la strada è buia si accende la lumera sulla soglia. Verso mezzanotte si mettono le fave davanti alla candela e si dicono i nomi. Poi si va a dormire lasciando tutto acceso, e al mattino si chiude: il pane agli uccelli, il vino a terra, la cera sotto una pianta, le fave nella terra. Non serve fare tutto: la tavola e la candela sono il cuore, la lumera e le fave si aggiungono. Non si fanno, in questa notte, rituali che chiamano o che allontanano i vivi: è la notte dei morti, e si lascia a loro.

Gli errori da non fare

Il primo è sparecchiare la tavola dei morti prima dell'alba: si lascia tutta la notte, anche se dà fastidio vederla. Il secondo è intagliare la lumera con una faccia cattiva, per spaventare: la lumera guarda, non minaccia, e i morti che tornano a casa devono riconoscerla. Il terzo è riaccendere la candela alla finestra se si spegne da sola: chi doveva vedere ha visto. Il quarto è buttare il pane, il vino o la zucca nella spazzatura: tutto torna alla terra o agli uccelli. Il quinto è fare in questa notte rituali per i vivi, d'amore o di allontanamento: è la notte dei morti e si lascia a loro. Il sesto è chiamare morti che non sono di casa tua, o chiedere ai morti cose per te: li si ricorda e li si accoglie, non li si usa.

La radice popolare: is animas, la lumera, le fave

In Sardegna la notte tra il 31 ottobre e il primo novembre i bambini bussano alle porte per is animas, le anime, e ricevono frutta secca, dolci e pane: è il gesto che ha attraversato l'oceano e che le vetrine ci hanno riportato con un altro nome. La lumera è la zucca o la rapa svuotata con il lume dentro, che in Lombardia, in Veneto, in Emilia e in Puglia si metteva sulla soglia o sui muretti per far luce ai morti. Le fave dei morti sono dell'antica Roma, dove le fave si offrivano ai Lemuri, e oggi sono i biscotti di mandorla che si mangiano dal Veneto alla Sicilia. La tavola apparecchiata per chi non c'è è di tutta l'Italia contadina: il piatto in più, il fuoco lasciato acceso, la porta accostata. Sono gesti di gente che i morti li teneva in casa, non al cimitero.

Le domande che fanno tutti

Cosa fare nella notte di Samhain in Italia?

Quello che si fa per i morti di novembre: lasciare un posto apparecchiato a tavola con pane, acqua e vino, accendere una candela bianca alla finestra che dà sulla strada, mettere una zucca svuotata con il lume dentro sulla soglia, posare le fave davanti alla candela dicendo i nomi dei tuoi morti. Al mattino tutto torna alla terra.

Samhain e Halloween sono la stessa cosa?

Samhain è la notte celtica dei morti, Halloween è quello che ne è rimasto passando per l'America e le vetrine. In Italia la stessa notte si chiama la notte dei Morti o is animas, e ha gli stessi gesti: la tavola per chi non c'è, la candela alla finestra, la lumera, i bambini che bussano per i dolci. Chi fa un rituale di Samhain in Italia ritrova quello che la nonna faceva già.

Si possono fare incantesimi d'amore nella notte di Samhain?

No. È la notte dei morti e si lascia a loro: non si fanno rituali che chiamano o allontanano i vivi. Gli incantesimi d'amore aspettano la prima luna crescente di novembre. Quello che si può chiedere ai morti in questa notte è di essere ricordati e di trovare la strada: si accolgono e si ricordano, non si usano.

Cosa vuol dire se la candela alla finestra si spegne da sola?

Che chi doveva vedere la luce l'ha vista ed è entrato. Non si riaccende. La cera fredda si raccoglie al mattino e si seppellisce sotto una pianta. Se invece la candela arriva fino all'alba, i tuoi morti sono passati e hanno trovato la casa in ordine: anche quello è un buon segno, e la cera si seppellisce lo stesso.

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